30.4.05,4:18 nachm.
Non saprei, davvero non saprei...
ON AIR: What a wonderful world, Ramones
Come faccio a spiegarlo? Come spiegare cosa, poi? Non lo so. E quindi, ovviamente, me ne sto zitta. E basta.
Cioè, mi sento male. Male in modo strano. Però non mi va di mettermi qui a cercare parole che non troverò per descrivere ad un ipotetico uditorio/lettorio robe inutili e prolisse. Taccio. E stavolta per davvero.
And I think to myself.
 
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28.4.05,10:25 nachm.
Facciamo che mi copro gli occhi, mi tappo le orecchie e non parlo più...
ON AIR: Abitudine, Subsonica
Non voglio che finiscano...
salto la prima ora vado a prendermi un caffè. sonnecchio sul banco insieme a Fefa. scappo in bagno che qui non c'è niente da fare. un accendino chi me lo da'. m'annoio e rido e poi di nuovo m'annoio. a che pensi. piantala di guardarmi che mi metti in imbarazzo. gioie immantinenti ma poco durature. buongiorno ragazzi. ci sono io ci sono. il libro di trigonometria manco ce l'ho. no Dante no. scendiamo in cortile oggi dai. a domani. a domani. a domani.
Vorrei essere un po' meno patetica. Lo giuro. Ma è difficile, per me, in un periodo come questo.
Poi non sento la sua voce da due giorni e gli sms lasciano il tempo che trovano ed è un po' un tormento.
Finisce che mi schifo di me stessa. Quanto basta. E la mia confusione selvaggia mi annienta. Quanto basta.
E dunque AFFANCULO la logica.
Bipensiero, dicesi.
 
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27.4.05,3:56 nachm.
Sospettando di tutto, dubitando di tutto, lacrimo sul mondo e me ne pento...
ON AIR: Mantra, Fiamma
Non saprei. Non saprei cosa dire, se non che dovrei mettermi sotto a studiare. Prima o poi. Interessandomi della Seconda Guerra Mondiale, per esempio. Interessandomi di Sigmund Freud [che conosco ma - sapete - ho l'allergia al libro di testo], per esempio. Interessandomi degli ermetici, per esempio. Interessandomi dei campi magnetici, per esempio. Interessandomi di Lisia e di Apuleio, per esempio. Ma niente. Preferisco di gran lunga starmene in panciolle a stabilire quale film noleggiare, che pizza mangiare, in quale tabacchino entrare per comprare questo e quello. E così, in saecula saeculorum. Amèn.
Mi sa che mi sto innamorando della Mini di Anni: tutta verde, piccolina, distrutta da un lato, col Regno degli Acari al posto dei sedili... un micro sogno su quattro ruote, praticamente. A parte gli scherzi, è vero. Solo che dovremmo cambiare colonna sonora, ogni tanto: evitare un po' Afterhours, Annie are you ok? e quant'altro. Ecco.
No, non c'è nessuna novità succulenta. A parte questo, ch'è molto interessante. Cioè, scriverlo lo è stato. Poi, cazzi vostri.
Non mi fa male, non sanguina.
 
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25.4.05,8:24 nachm.
Immantinente mi colse il desiderio di un treno non troppo affollato...
ON AIR: Some velvet morning, Primal Scream feat. Kate Moss
Sono stata al cinema con Lenny. Non per vedere un film specifico: semplicemente perchè eravamo in giro, ha iniziato a piovere ed io non avevo la minima voglia di andare a casa di Ciccio o di chissà chi altro a reggere il moccolo o a fingere di ridere. Per cui abbiamo fatto un paio di calcoli: Be Cool [la mia prima scelta] è troppo lontano e troppo tardi; The Mask 2 mi pare ridicolo soltanto a nominarsi; Litigi d'amore mai e poi mai per il titolo ma anche e soprattutto per quel cavallo di parata di Kevin Costner; Troppo belli non ne parliamo nemmeno. La scelta è dunque ricaduta - no, non sul Ritorno del Monnezza - su di un film avvolto da un certo alone misterioso, Tickets, ad opera di una triade di un certo pregio: Ermanno Olmi, Abbas Kiarostami e il grande Ken Loach. Ebbene, niente di cui parlare per ore e ore senza stancarsi mai, niente per cui sentirsi intimamente commossi, niente per cui gridare al capolavoro: un buon prodotto, ben confezionato, con la giusta dose di stile, comprensibile fino ad un certo punto - quello perfetto, cioè - e, comunque, un film alla Fandango. Per intenderci: un film di cui dire: "bello" e dirlo con un'ombra di dubbio ma certi di non sbagliare, dal momento che la regia è una certezza. Punto e basta.
Per il resto, stasera niente festa. Perchè sì. Perchè preferisco diecimila volte lui, anche se solo per telefono. Ed anche perchè certa gente preferisco vederla il meno possibile.
E poi, nulla. Vado ad uccidere mio fratello. Inculo all'albero genealogico.
Sconfiggere l' idiozia.
 
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24.4.05,8:26 nachm.
Aspettando il venticinque aprile: Olocausto=strategia filocomunista...
ON AIR: I giardini di Marzo, Lucio Battisti
Sapevo che, prima o poi, sarebbe arrivato questo momento: il momento in cui avrei iniziato a sentire su di me il peso soffocante dell'esame di stato impellente. Ecco, oggi sono obbligata da una me stessa coscienziosa ad ammettere che HO PAURA e che non so neanche da che parte cominciare, sia per la stesura della tesina che per il ripassone finale. Sono - mediamente - sicura solamente dell'argomento su cui incentrerò il mio lavoro: ossia, il crollo del muro. Il crollo del muro di Berlino, cioè, inteso come il crollo della possibilità delle generazioni a seguire di appigliarsi a principi e valori di qualsiasi natura, da quelli morali a quelli religiosi e soprattutto a quelli politici. E' già qualcosa, insomma.
Cos'altro? Ah sì. La trasmissione di Neri Marcorè, Per un pugno di libri, mi piace: è decisamente consolante sapere che esiste ancora della gente per cui il libro rappresenta un premio, o qualcosa del genere. Il miasma ignorante della televisione attuale mi provoca nausea e malesseri diffusi. Ma davvero: mica per scherzo. Poi, guardarla *con* Babà, la trasmissione, è ancora più bello. Ghghgh... :]
E niente. Domani sera ho una festa: lei, la festeggiata, non è propriamente mia amica e non la trovo nemmeno particolarmente simpatica, ma mi ha invitato, il posto è bello e c'è il free bar. Il resto va' da sè.
Tu muori.
 
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22.4.05,6:15 nachm.
Al fine toccò anche a me...
ON AIR: Stop me, Planet funk
Perciò, orsù...
Orientamento: introverso; funzione dominante: intuizione; funzione d'appoggio: pensiero; funzione terza: sentimento; funzione inferiore: sensazione; tendenza: percettiva.
Questo tipo introverso intuizione è probabilmente il più astratto di tutti i 16 tipi. Distaccato e intellettuale è dotato di una personalità complessa. È creativo, curioso ed è capace di percepire molto rapidamente e prima degli altri le possibilità o potenzialità che una situazione presenta. Possiede una grande capacità di concentrazione ed ha una notevole capacità di sintetizzare in maniera immediata le informazioni che riceve. Presta però una scarsa attenzione ai dettagli. Come tutti gli intuitivi, è stimolato dai nuovi problemi da risolvere. Riesce ad elaborare soluzioni originali ed argute ma è poco interessato dal metterle in pratica. La sua funzione inferiore è la sensazione. A questa caratteristica si aggiunge la sua introversione. Il risultato è una bassa propensione ad immergersi nel mondo o a cercare di dominarlo. Può avere difficoltà a prendere delle decisioni. Si muove con maggiore destrezza ed audacia nel mondo delle idee che in quello materiale. La forza delle idee può essere tale da fargli compiere delle imprese anche straordinarie, ma questo tipo corre il rischio di trascurare aspetti importanti della realtà e di perdersi nei suoi pensieri. È comunque sicuramente più adatto ad avviare un progetto che non a stabilizzarlo o a gestirlo quando è diventato maturo. Malgrado una frequente timidezza in ambito sociale, possiede una marcata sicurezza o forza interiore. È molto indipendente, poco influenzabile, scettico. Sovente capace di ironia. Nelle situazioni di crisi o molto complesse sa mantenere la calma ed esser paziente. È in compenso molto impaziente con i dettagli di routine. Grazie alla sua funzione secondaria, il pensiero, è una persona molto logica e analitica. Possiede pertanto un’ottima capacità di organizzare le sue intuizione. È molto aperto alle nuove idee. Sul piano delle relazioni possiede una certa difficoltà di comunicazione: la sua tendenza ad essere astratto e intellettualmente preciso rischia di renderlo poco chiaro ai comuni mortali! Inoltre non è particolarmente portato a prestare attenzione agli aspetti che appartengono alla sfera emotiva e sentimentale. Esteriormente viene percepito come una persona calma e riservata. Sul piano professionale può svolgere lavori intellettualmente impegnativi. È bene che eviti lavori con dettagli di routine. Le sue capacità di sintesi e innovazione possono essere preziose per risolvere problemi anche molto complessi.
E niente. Cose che capitano, insomma.
Looking for the soul in a plastic world.
 
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,5:37 nachm.
Fare l'esattore del pizzo non è una valida scelta professionale...
ON AIR: Lost, Motel Connection
Stavo pensando che i miei post sono spesso conditi da citazioni, molte delle quali non CHIARAMENTE citazioni: voglio dire, uno dei tanti fanatici del Copyright Way Of Life potrebbe anche decidere di denunciarmi presso qualche apposito tribunale. O cose così. E non sarebbe carino, per nulla.
Ad ogni modo, il Pranzo è andato piuttosto bene. Nel senso che è stato divertente: abbiamo fatto festa fino all'ora di pranzo, a scuola [con contorno di musica, palloncini, canzoni cantante a squarciagola, sigarette al vento e lacrime varie ed eventuali], poi ci siamo avviate verso il mare in una Women Mobile a suon di Verdena e siamo al fine giunte presso il ristorante, dove abbiamo consumato un pasto luculliano [con contorno di canzoni lette con la voce rotta, Catia, pacchi da scartare, cuccioli affamati e lacrime varie ed eventuali]. A sera, tutti in una casa a picco sul mare [ma anche e soprattutto sulla strada e sui binari della ferrovia] per cantare le canzoni di Lucio Battisti col mitico Canta Tu!, chiudersi in una stanza buia per l'emicrania etilica, ballare Franz Ferdinand e Chemical Brothers, mangiare Macine a mezzanotte e poi infilarsi vestiti in un letto singolo con *gente ingombrante e poco galante* mentre al piano di sopra le molle dei materassi rumoreggiano seguendo il tipico ritmo ondulatorio sussultorio. Niente di che, alla fin fine.
Solo, mi dispiace un po' che sia già tutto finito. Nonostante sia ben poca la gente che penso meriti la mia attenzione, lì dentro. Probabilmente, è più una questione di nostalgia, di quel sentimento micidiale che usa corrodere da dentro e nascere dal niente, così, spesso senza necessitare d'appoggio. Mi fa un po' male il cuore.
Per non parlare del mio amato prof che leggeva Compagno di scuola e Notte prima degli esami, in piedi, con quella cadenza italo-calabrese, tendente alla poesia semplice. Cristo santo, quanto ho pianto. Da tirar via le meningi, per non sentirle più pulsare. Per non parlare di quanto sarà dura non rivederlo più ogni mattina, lui come anche qualcun'altro. E' banale ma è così.
Non so. Ieri, in quella casa, aleggiava un'atmosfera insolita: al di là del solito bordello post atomico, c'era dappertutto come un senso di decadenza, quell'alone angoscioso che ha il sapore di ogni 'dopo'. Brutto, cioè: non del tutto brutto, ma brutto.
Buh. Mi sento un po' spaventata, magari anche un po' svuotata, ma è necessario che io non scada nel melodramma. Assolutamente NECESSARIO, sì.
You feel stoned.
 
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20.4.05,7:55 nachm.
Divorando non più cibo, ma ansia...
ON AIR: Mass destruction, Faithless
Il Pranzo è alle porte. Cioè, domani. E, nonostante si tratti di un atteggiamento molto poco comprensibile, sono agitata: fatto sta che SONO DANNATAMENTE [citando Nick Il Condottiero] AGITATA. Il perchè? Oh, molto semplice: diciamo che esibirmi, in inequivocabile quanto improponibile pompa magna, al pubblico ludibrio non rientra necessariamente nell'elenco del *le cose che Lilli trova divertenti*. Eppure, è quel che farò. E' abbastanza? Credo proprio di sì. Soprattutto perchè, dopo un attento sopralluogo alla zona del misfatto prossimo, mi sono accorta che non c'è un solo angolino in cui potermi nascondere ad occhi indiscreti, dotati di potenti laser anti peccati di stile. Ahimè.
Si aggiunga che nel complesso avrò l'aspetto di un mal riuscito incrocio tra una strega a lutto, un'Alice nel Paese delle Meraviglie in acido e un piccolo ma tenero e imbarazzato ippopotamo di porcellana. Sì, sì, cosette da niente. L'importante è solo assimilare l'idea orrendamente crudele che la storiella del brutto anatroccolo è soltanto una grossa, gigantesca, stratosferica BAGGIANATA. Menzognera, oltre ogni limite. E portatrice sana del germe di quella sfiducia in se stessi ch'è, poi, tanto difficile da scrollarsi di dosso. A meno di usare una fiamma ossidrica. Per esempio. E ho detto tutto.
Ma c'è di buono che la musica sarà occhei. Occhei nel senso di non proprio inaccettabile. E poi il nuovo taglio - che fa molto *fashion victim*, ovviamente - mi sta piuttosto bene. Strano ma vero. Nonostante le reticenze del mio coiffeur, spaventato dalla richiesta di una frangettina asimmetrica, al lato. Tale frangettina, mi preme precisare, avrà l'obiettivo di palesare al mondo quanto punk possa essere racchiuso nel personaggio di quella tossica all'ultimo stadio dell'Alice. Eh eh.
Per il resto, niente che valga la pena di essere menzionato. Tranne che devo andare a depilarmi. Tranne che, domani notte, dormirò insieme ad un mucchio di gente [cioè, non nello stesso letto], a casa di una mia amica, al mare, e rimarrò perfettamente in me. Sì, esatto. Perchè io valgo.
Ah, da oggi sono anche Lilli Mano Lesta. E, specialmente, stellina ina ina. Cioè, questo
da sempre.
Intelligenti pauca [?].

 
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18.4.05,4:30 nachm.
L'occasione migliore per un'inattesa conversione...
ON AIR: Personal Jesus, Marylin Manson
No: come s'intuisce già dalla canzone odierna, la mia conversione tarderà ancora molto. Nonostante, oggi, abbia rischiato ampiamente la pelle: se non proprio la pelle, qualcosa di molto vicino. In sostanza,
l'uomo nero ha voluto mostrare a me, Lenny e Gabri cosa si prova a schiantarsi a velocità media contro un muro di pietra. Del tipo che sono rimasta immobile, seduta sul sedile anteriore [cioè, proprio dalla parte del muro] a guardare un punto fisso, finché non sono venuti tutti gli altri a tirarmi giù quasi di peso. Non dico di aver visto tutta la vita passarmi davanti agli occhi, ma che mi sono cagata in mano posso ammetterlo con orgoglio. Dio cristo.
Morale della favola: non metterò più piede nell'amata [e sfasciata] Pizzicotta. Purtroppo, non si possono offrire più di due o tre possibilità, alla gente. Pur volendo. Credo che il mio cuore non reggerebbe.
Tanto più che stamattina, in piena ora di greco, Lenny ed io siamo dovute scendere al bar per farci fare una camomilla bollente. Causa: palpitazioni a palla. Io, con l'aggiunta delle difficoltà respiratorie. Mi sento un CATORCIO.
Miko mi ha regalato un disegno. Astratto. Fa anche schifo, per la cronaca. Però è stato dolce. Lui, intendo.
Adesso mi mando da sola a cagare. Ch'è meglio. Che ho la testa piena di robe strane, confuse, isteriche. Come dire: adesso vado a soffocarmi nel cuscino, fino a quando l'emicrania non emigra verso lidi migliori. E invece no: i prodromi della Seconda Guerra Mondiale. Yuppi ya yeah.
I want a coin operated boy.
 
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17.4.05,9:50 nachm.
Sì, sì, ma come mi sento - come - io non lo so...
ON AIR: Sheena is a punkrocker, Ramones
Cioè. Boh.
Ho capito che non sono tanto brava ad usare le bombolette spray. Ma quel PORCO DIO sul muro m'è venuto benino. L'unico problema è che lo striscione - ossia, la cosa importante - fa proprio cagare. Comunque.
Non so che dire. Forse non avrei dovuto postare nulla: non ho da dire che una roba confusa, una massa informe di intuizioni concomitanti e contrastanti. E magari sto bene. O magari no.
Mi sento come se il cuore saltellasse in petto. E non dico per dire: ho davvero questa impressione. Poi devo andare a fare la doccia. Col bagnoschiuma al sandalo e allo ying yang [o quel ch'è]. Perchè mi piace essere profumata. Come un bignè, più o meno.
Mio fratello in mutande è disgustoso. Quel cosetto ridicolo. Va' là.
Vorrei che non fosse tutto così fottutamente contorto e chiaroscuro e patetico, anche.
Ma sto bene. O comunque, se sto a pezzi, non me ne accorgo neanche.
Siamo pronti a farci male.
 
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15.4.05,4:04 nachm.
A proposito de "l'ossessione lirica della materia"...
ON AIR: I'm a cuckoo, Belle and Sebastian
Oggi è una giornata altamente culturale, nel senso che nel titolo del post cito il Manifesto tecnico della letteratura futurista, di Filippo Tommaso Marinetti, e citerò il suddetto anche nella frase conclusiva. E, in aggiunta, sto per declamare virtualmente una poesia *conicontrocazzi*, come si suol dire. Tanto per accrescere il vostro infimo sapere di almeno qualche punto, tanto per permettere a voi comuni quanto ignoranti mortali di attingere al sublime dello spirito poetico. Eh ehm...

Desolazione del povero poeta sentimentale
I
Perchè tu mi dici: poeta?
Io non sono un poeta.
Io non sono che un piccolo fanciullo che piange.
Vedi: non ho che le lagrime da offrire al Silenzio.
Perchè tu mi dici: poeta?
II
Le mie tristezze sono povere tristezze comuni.
Le mie gioie furono semplici,
semplici così, che se io dovessi confessarle a te arrossirei.
Oggi io penso a morire.
III
Io voglio morire, solamente, perchè sono stanco;
solamente perchè i grandi angioli
su le vetrate delle cattedrali
mi fanno tremare d'amore e di angoscia;
solamente perchè, io sono, oramai,
rassegnato come uno specchio,
come un povero specchio melanconico.
Vedi che io non sono un poeta:
sono un fanciullo triste che ha voglia di morire.
IV
Oh, non maravigliarti della mia tristezza!
E non domandarmi;
io non saprei dirti che parole, così vane,
dio mio, così vane,
che mi verrebbe di piangere come se fossi per morire.
Le mie lagrime avrebbero l'aria
di sgranare un rosario di tristezza
davanti alla mia anima sette volte dolente,
ma io non sarei un poeta;
sarei, semplicemente un dolce e pensoso fanciullo
cui avvenisse di pregare, così, come canta e come dorme.
V
Io mi comunico del silenzio, cotidianamente, come di Gesù.
E i sacerdoti del silenzio sono i romori,
poi che senza di essi io non avrei cercato e trovato il dio.
VI
Questa notte ho dormito con le mani in croce.
Mi sembrò di essere un piccolo e dolce fanciullo
dimenticato da tutti gli umani,
povera tenera preda del primo venuto;
e desiderai di essere venduto,
di essere battuto,
di essere costretto a digiunare
per potermi mettere a piangere tutto solo,
disperatamente triste,
in un angolo oscuro.
VII
Io amo la vita semplice delle cose.
Quante passioni vidi sfogliarsi, a poco a poco,
per ogni cosa che se ne andava!
Ma tu non mi comprendi e sorridi.
E pensi che io sia malato.
VIII
Oh, io sono, veramente malato!
E muoio, un poco, ogni giorno.
Vedi: come le cose.
Non sono, dunque, un poeta:
io so che per essere detto: poeta, conviene
viver ben altra vita!
Io non so, dio mio, che morire.
Amen.
Crepuscolarismo. Sergio Corazzini. Poesia o non poesia: comunque, bellezza. Malata, tragica, pura.
Mi dispiace perderlo. Lui è fottutamente importante, anche se mi piace pensare che non sia vero. E sento già che, tra poco, saremo lontanissimi. Anche fisicamente. Forse è per questo che ogni tanto lo rincorro, lo abbraccio e tento di fargli capire che - pur non essendo come sembrerebbe ovvio - c'è un legame fortissimo. No, non c'è stato mai nulla di lineare, a proposito di me.
Esser compresi, non è necessario.
 
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14.4.05,7:15 nachm.
Niente di che: "è solo un po' di me che se ne va"...
ON AIR: La seconda volta che incontrai il presidente dello Space Lab, Laghetto
Adesso è tutto occhei. Sto bene. Nel senso che sono tornata *stellina* e non ho mai smesso di esserlo. Quindi, bene. Eccetto che i genitori di Lenny fanno gli stronzi, sia rispetto a me che rispetto a lei. Non è possibile demoralizzare la propria figlia, infliggere sulla sua auto stima e ignorare le sue aspirazioni. Soprattutto, non è possibile IMPORLE la logica della mediocrità. C'è una bella differenza tra medicina e lingua, dio cantante. E io non capisco. Davvero, non capisco.
Mi dispiace, amore. Per te, per quello che vuoi, per quello che - magari - non vuoi, per quello che devi volere. E mi dispiace perchè quel "po' di me che se ne va" - mi auguro che rischia solo di andarsene - sei tu. E basta.
Levamelelemiemanidallemiemele.
 
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,1:44 nachm.
Baluginando...
ON AIR: Secretly, Skunk Anansie
Volevo solo che foss
e contento quanto me. Nel senso di entusiasta e partecipativo. Ma non fa niente. Quello è il mio modo di manifestare disappunto. Mi diverte fare un po' - come dire - la bambina. Per provare a vedere se le persone s'inteneriscono. E' un po' stupido, lo so, ma non credo che sia grave. Fastidioso, alle volte, però non GRAVE.
Non riesco a sopportare che si arrabbi con me. Non lui. Non proprio lui.
Questo post è tutta una negazione: pieno di *non* e frasi spezzate.
Mi sento triste. Triste come quando la palpebra va giù verso il pavimento.
Mi sento anche debole. Debole come quando mangio male [cioè, sempre].
Io. Vorrei. Un. Sms.
Strano.
 
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13.4.05,8:50 nachm.
Altro che studio "matto e disperatissimo"...
ON AIR: Little sister, Queens of the stone age
Ih. Simulazione di terza prova, venerdì, e noi a fingere di studiare a casa mia per poi non concludere il solito, emerito, beneamato cazzo. Cose da niente, in fondo. In fondo in fondo, intendo.
Resta il fatto che ho questo sorriso arcaico stampato in bocca. E non vuole andare via, non vuole.
Però. Deve esserci qualcosa di sbagliato: è ASSOLUTAMENTE innaturale che tutto vada al meglio. Per questo, immagino che, dopo aver inviato le mie ultime due pagelle, troveranno che la media dell'otto punto otto non è la media del nove e quindi mi butteranno fuori a calci in culo. Com'è precisato espressamente, inequivocabilmente, drammaticamente nel sito e persino nell'e-mail di congratulazioni. Ma dio boia.
Cambiando argomento, comunque, credo che debba esserci una risposta a questo mal di testa cronico e martellante. Che non sia - mi pare ovvio - imbottirmi di pillole e dormirci sopra. Non per niente: solo, non trovo che sia propriamente salutare, ecco. Ma, tutto sommato, chissene.
Poi. Lenny ed io, sedute accanto alla fontana dei due leoni, a fumare una sigaretta. Parlando di tutto e di niente, a seconda dei punti di vista. Mah. Vedremo.
Secondo poi. Ieri ho scoperto che la sua vita, senza di me, "sarebbe molto peggio". Lì per lì, mi è sembrata carina, come cosa. Adesso non lo so. Cioè, forse non troppo. O forse sì, se inquadrata nella situazione e nella distanza.
Distanza. Nulla. Tra poco. Uhu.
I know you like nobody ever, baby.
 
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,1:54 nachm.
Non ci credo fino a quando non tocco con mano [vol.1]...
ON AIR: Where I end and you begin, Radiohead
Il mio nome è compreso nella lista degli ammessi alla facoltà di economia. Con un punteggio complessivo pari a settantuno. E già con sessantacinque ero dentro. E, sì, sono un po' telegrafica ma ho ancora come un blocco all'altezza del petto: mi sento fottutamente bene. Solo che mi sembra impossibile. Ma sono anche stanca di dire che mi sembra impossibile: io ho una smisurata considerazione di me stessa. Però, stavolta, pensavo che non ce l'avrei fatta. E invece. Madò.
IL MONDO E' MIO.
Sì, lo so che non è un gran guadagno.
I will eat you all alive.
 
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12.4.05,9:06 nachm.
"Chi sta sopra sta sempre meglio di chi sta sotto"...
ON AIR: There goes the fear, Doves
Voglio andare in Giappone.
Voglio andare in Giappone.
Voglio andare in Giappone.
Voglio andare in Giappone.
Voglio andare in Giappone.
Voglio andare in Giappone.
Voglio andare in Giappone.
Voglio andare in Giappone.
Uffi.
 
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,4:19 nachm.
Che cos'è la pioggia? Che cosa sono gli alberi?
ON AIR: Hand in hand, Beatsteaks
Non saprei. E' un anno moltro strano, questo. O forse sono io che cambio e mi trasformo e non riesco più a sopportare di dover intrattenere relazioni con altri esseri umani. Decisamente poco intelligenti, vorrei aggiungere. In ogni caso, è necessario che io resista. Sperando che, prima o poi, l'individuo medio si renda conto di essere idiota e insignificante e disprezzabile e FASTIDIOSO OLTREMODO. Purtroppo, la mia, è una speranza inequivocabilmente vana.
Non me ne frega nulla dei calci in bocca che rischio di ricevere, continuando a ragionare in maniera tanto elitaria e selettiva. Non me ne frega nulla di poter apparire antipatica e filonazista e hitleriana e quel cazzo che volete. Non me ne frega nulla, perchè il genere umano è deprecabile e la sua esistenza è semplicemente frutto del caso. Io voglio altre novantanove vite parallele o un teatrino brechtiano costruito appositamente su misura per me o una specie aliena che sperimenti le reazioni umane, perchè DIO NON ESISTE e non ho voglia di perdere tempo a pensare di trovare un senso a tutto questo. Basta.
No, l'elettroshock non funzionerebbe. Almeno, il lavaggio del cervello non ha attecchito. Non su di me, questo è certo.
Lilli come Memole.
 
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11.4.05,6:25 nachm.
Ed Elvis disse: "Voglio un taccazzo, senza tac"...
ON AIR: L'avvelenata, Francesco Guccini
Come dire che mi sono sentita così inetta poche volte, nella mia vita. E non è bello.
I quiz sono stati decisamente stressanti, probabilmente ne ho risolti solo un settanta percento [ottanta, volendo essere ottimisti a più non posso] e credo proprio di averne sbagliato la quasi completa totalità. Mi sento una cacca, una di quelle deformi e fetide che orlano i marciapiedi di questa città orripilante. Resta il fatto che, con la mia media, potrei essere passata comunque: il punto è, però, che dovrei aver azzeccato perlomeno una trentina di quiz o forse di meno, ma non ne sono sicura. E comunque potrei aver sbagliato anche tutto, per quanto ne so. E comunque la mia autostima è già finita sotto le suole delle All Star. E comunque mi sento di un'ignoranza irrecuperabile.
A scanso di equivoci, il risultato sarà on-line mercoledì, sul sito della Luiss. Yuppie ya yeah.
Vorrei poter parlare anche di qualcos'altro. Tipo che domani ho voglia di bigiare e penso che lo farò. Tipo che adesso non avrei voglia di altro che del mio principesso che parla, parla, parla ed io sono contenta perchè - in termini pratici - è solo con me che parla, visto che ritiene il resto dell'umanità TREMENDAMENTE inferiore. Tipo che mi sento una *pesciolina* scema. Tipo che vorrei uscire a cazzo di cane [espressione coniata da me sul momento, contenuta nella versione aggiornata del dizionario della Neolingua] oppure scoppiare a piangere o magari sguazzare semplicemente dentro una Iacuzzi di auto commiserazione. Tipo che mi divoro le unghie perchè non sono stata progettata per misurarmi col resto del mondo. Tipo che:
"... everytime you vent your spleen
I seem to loose the power of speech... "
ed io lo penso sempre. Anche se, ora come ora, non c'entra granché. Anche se, ora come ora, lo spleen è molto meno aggressivo. Anche se, ora come ora, non lo so che sarei pronta a fare.
A culo tutto il resto.
 
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10.4.05,1:06 nachm.
Non è mica possibile che le coccole abbiano valore terapeutico...
ON AIR: Ask for answers, Placebo
E' uno strano periodo, questo. Proprio strano.
Ad ogni modo, ieri sono stata in quel di Donnici a mangiare una pizza e scartavetrarmi i maroni. Nulla di nuovo. Cosenza è un posto di merda, la gente che frequento ha molto poco a che vedere con me e non mi sento granché in vena di rapporti interpersonali *comesideve*. Diciamo che avrei fatto meglio a noleggiare un dvd e restare a casa tutta la serata, con dieci pacchi di pop-corn ai piedi e una confezione da CINQUECENTO di Fonzie ['] [s]. Purtroppo, il mio istinto sociale ha avuto la meglio e mi sono immolata nel nome di una saturday night fever fatta di Pizzicotte traballanti, fichi d'India, cieli mediamente stellati e musica elettronica. Tanto più che
l'uomo nero era di pessimo umore [come sempre, al sabato] e ha guidato come un matto, in mezzo a curve spaventose e inversioni di marcia a dir poco azzardate. Buh.
Per il resto, non penso ci sia nulla da raccontare. Eccetto le mie calze nuove, i topi morti e le mie orecchie mooolto sexy. Eccetto che domani ho i quiz d'ammissione e mi sto cagando in mano, invece di darmi da fare ed esercitarmi. Eccetto che lui adesso si chiama anche mio principesso e non so spiegare quant'è bella la voce che ha, quando dice: "bacio". Cioè, quando lo dice BENE.
Occhei, adesso entro nel sito della Luiss, clicco sulla 'guida on-line per il superamento del test di ammissione' [o quel ch'è] e provo a sentirmi produttiva o diligente o qualcosa. Ecco. Però dopo pranzo. Sì, meglio dopo pranzo.
But [don't] call me pesciolina.
 
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9.4.05,5:23 nachm.
Sul motivo per cui dio è morto [più o meno]...
ON AIR: Bambina in nero, Verdena
Per l'esclusiva felicità della mia adorabile Falostesso, ho scattato una foto [più di una: diciamo tre] alla mia meravigliosa, strepitosa, superstramegaosa camicetta nuova: purtroppo, non riesco inspiegabilmente a trasferire l'intero servizio fotografico sul pc. Roba da matti. Ma no, non c'è motivo per cui disperarsi: NON AVETE NULLA DA TEMERE! Perchè - squillino le trombe e trombino le squillo - la suddetta camicetta è qui fra di noi:

e non so se mi sono spiegata. C'è però da precisare che la mia camicetta è nera, non beige. E, da non sottovalutare, io sono LEGGERMENTE diversa dalla modella di cui sopra. Proprio leggermente in maiuscolo. Ecco.
Però. Son soddisfazioni.
Io non so.
 
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8.4.05,4:00 nachm.
Come sbucciarsi le ginocchia, ma senza cadere...
ON AIR: Cygnus... Vismund Cygnus, Mars Volta
Vorrei parlare della mia infanzia. Tralasciandone i lati più intrinsecamente squallidi.

Credo che voi tutti dobbiate sapere quanto orribile sia stato, per me, scoprire che il mio scoiattolo Billy era morto/scappato via, lasciando la gabbia vuota ed il mio comodino demonizzato da una truculenta striscia color rosso sangue. Trauma numero uno.
Mi pare di non aver mai parlato neanche del bacio lesbico avvenuto tra me ed una mia amichetta di allora, all'età di circa quattro/cinque anni. Fu un'esperienza decisamente formativa ma mia madre non sembrò essere dello stesso parere. Tanto più che, probabilmente, deve aver rimosso del tutto la cosa. Trauma numero due.
Si aggiunga che, da bambina, adoravo giocare con macchinine e maschietti, perciò ero totalmente emarginata dal giro delle mie profumate compagne d'asilo che non perdevano occasione per graffiarmi, percuotermi e tirarmi i capelli. Ogni santo giorno, come da copione. Trauma numero tre.
E' anche giusto mettervi a conoscenza che, da bambina, ho trascorso molte feste, tristemente da sola, a dondolarmi su di un'altalena arruginita, mentre tutte le altre bambine, vestite di gonne adorabili e camicette fiorate, scappavano da una parte all'altra sentendosi perfettamente a proprio agio con le cattoliche puttanelle da cui, già allora, erano travestite. Io, invece, recitavo il ruolo a me più consono, quello dell'emarginata introversa e discinta. Trauma numero quattro.
A proposito dell'ultimo punto, non è difficile comprendere quanto desiderassi apparire carina e femminile. Qualsiasi cosa indossassi, però, finiva comunque con l'assumere il significato contrario a se stessa. Per tutta la vita, dunque, ho atteso il giorno in cui avrei potuto mettere addosso qualcosa di carino e femminile [nulla di new romantic, s'intenda]: OGGI, finalmente, ne avrò la possibilità. O meglio, OGGI andrò ad acquistare una sexy camicina a spalline, con scollo all'americana, che ogni donna non potrà fare a meno d'invidiarmi. E rodere, rodere, rodere. Comprese le mie compagne d'asilo, ormai - forse - ignoranti e spregevoli e disoneste diciottenni vestite di fucsia e bianco panna. Ebbene, la mia rivalsa avrà il gusto subdolo e acre di un'inconfondibile nemesi.
Tutto ciò per dire che ho trovato la giaccia, l'ho comprata, ho trovato la camicetta e andrò a comprarla fra poco. Mi sento [quasi] una donna.
No, di certo non una santa.

 
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7.4.05,6:30 nachm.
Lo sconforto è una specie di sollievo...
ON AIR: Valvonauta, Verdena
Senza sapere perchè, sentì di non poter rimanere fermo dov'era. Si alzò dalla sedia. Doveva correre fuori. Doveva annientarsi. [Yukio Mishima, Colori proibiti]
Come posso spiegarmi? Non posso spiegarmi.
Avete presente quando... quando... no.
Sono confusa.
Sono meno infelice del solito. O meno infelice di quanto dovrei.
Vorrei TANTO che andasse tutto bene.
Sarà per via di questo continuo *baluginare*.
Sarà. Che nuoto. Nell'aria.
Sarà. Che adesso. Respiro.
Perlomeno. Un po'.
Meno plastica e meno buio.
Forse.
 
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6.4.05,10:22 nachm.
No, io giurisprudeeenzaaa...
ON AIR: Lift me up, Moby
Il bello è che devo ancora trovare una giacca e una camicetta per il Pranzo e tutti i negozi di Cosenza fanno schifo. Schifo nel senso che le commesse svolgono la funzione di piante ornamentali e intervengono solo per offendere i tuoi fianchi/i tuoi jeans con impercettibili movimenti dello sguardo; schifo nel senso che in giro c'è roba tutta uguale e completamente incapace di attirare il potenziale acquirente; schifo nel senso che non mi va proprio di sborsare euri su euri per stracci di quarta categoria che non metterò addosso mai più. Sono questi i momenti in cui comprendo appieno il mio VISCERALE ODIO per la società borghese. Dio crishto.
E, comunque, il problema resta. Se problema si può chiamare.
Ho trascorso tutta la giornata in giro per negozi, con Lenny finalmente libera da impegni pre-matrimoniali: è stato piuttosto divertente, in fondo. Anche perchè, entrando in qualsiasi negozio, siamo sempre state guardate malissimo. Cioè, appurato che io ho sempre l'aria da barbona nonchè sfattona nonchè dimessa nonchè degente all'ultimo stadio, Lenny, invece, è molto pulita e carina e accomodante e salutista. Almeno apparentemente, ecco. Ma boh.
In effetti questo non è un post intelligente. Potrei decidere di innalzarne il valore culturale, citando ancora Mishima, ma credo che non lo farò. In primo luogo, perchè mi sconsola l'idea di alzarmi e arrivare fino in camera mia per prendere il libro. In secondo luogo, perchè potrei causare infinito gaudio a chi non se lo merita, con qualche verbo insolito da usare a sproposito. Mica sono tutti Calvino, dico io. Eh.
Ad ogni modo, semi annichilita dal freddo, mi congedo per telefonare al suddetto gnùrant e poi dormire, finalmente, dormire.
Con permesso.
 
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5.4.05,8:28 nachm.
Quando la verità incontrò materiale infiammabile, stabilì di non esistere...
ON AIR: Without you I'm nothing, Placebo
Mi sento lievemente destabilizzata, dopo un pomeriggio passato a interpretare le pedestri interpretazioni di Svevo interpretate da una critica sinistrorsa pesante oltre ogni capacità di previsione. Io non sono di destra. Ma preferirei morire, piuttosto che ammettere di aderire ad una corrente di pensiero benpensante e qualunquista come quella della sinistra attuale. Questo è quanto.
Comunque. L'ecografia è andata: di noduli, non c'è traccia, per fortuna, però i valori alterati testimoniano una tiroidite incipiente. Ma non è un problema, perchè si può curare farmacologicamente e bloccarla sul nascere. Almeno questo è quello che ha detto l'ecografo. Adesso sentiamo il parere del mio medico [quasi] curante e poi mercoledì ho una visita in ospedale. Mi sento un po' male, all'idea di aver bisogno della sanità italiana. Il motivo mi pare implicito alla stessa "sanità italiana". E poi ho una fottuta paura del dolore fisico, della morte e di molti altri annessi e connessi e via dicendo.
Però c'è un sacco di gente che si preoccupa per me. Un sacco di gente, proprio. Ghghgh.
Domani ho un compito d'italiano in forma di trattazione sintetica, su Svevo. Che adoro. Eppure, la mia prof e il mio libro di testo sono riusciti a rendermi odiosa l'idea di saperne di più. Roba da pazzi. Sì, lo so che sono ripetitiva.
In ogni caso, è arrivato il momento di mettervi a conoscenza che:
Diversamente dal comune dei mortali l'artista traveste il proprio modo di sentire per esprimerlo, non per nasconderlo; se gli assertori dell'arte in funzione sociologica, poichè Shunsuke Hinoki rifiutava una spoglia confessione, gli imputavano l'assenza d'ideologia, egli non intendeva prestarsi a corroborare fini ideologici facendo intravedere un 'lieto fine' alla conclusione delle vicende, con un trucco da ballerina d'avanspettacolo, che alza la gonna per far baluginare le natiche.
e dico solo che si tratta dei Colori proibiti di Yukio Mishima e ci sarebbero un altro miliardo di citazioni splendide che m'hanno fatto sentire - come dire - compresa a pieno. E ci ho infilato anche l'auto celebrazione. Come sempre.
Il Pranzo dei 100 giorni è un'istituzione molto stupida. Ho mal di testa. Vorrei un po' piangere. Basta col Papa.
No, era un inciso.
Love is in the air.
 
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4.4.05,10:22 nachm.
Delusioni amare, repentini ripensamenti, coerenze disabili e tanto altro ancora...
ON AIR: Krafty, New Order
Non riesco a crederci. Davvero, mi riesce difficile credere che abbia potuto fare una cosa simile: mi ha piantato in asso, insieme a gente di merda, soltanto per qualche stupidissimo sollazzo chimico o alcolico, di certo preferibile ad un pomeriggio in giro per negozi. E non in giro per negozi a pensare ai cazzi miei, ma per la classe intera, considerato che i regali ai prof riguardano ognuna di quelle minchie con cui divido l'aria al mattino e, solo perchè mi sono proposta in mezzo al silenzio più totale, non significa che io mi sia comprata una condanna a morte indegna di qualsivoglia riduzione di pena. Come dire, è stata una stronza che la puzza la sento ancora nelle narici. E vaffanculo, quante volte vuoi.
Tra l'altro, domani ho l'ecografia per la tiroide. Probabilmente, si tratta del morbo di Ashimoto [non so s'è così che si scrive]: una roba che dev'essere controllata attraverso l'assunzione di pillole e non so che altro. Non che comporti chissà che: gira tutto intorno agli anticorpi, che mi mancano quasi del tutto. Comunque, a parte una certa agitazione di fondo, dovrebbe andare tutto bene.
Il test d'ammissione, invece, è stato rimandato a lunedì undici, dal momento che venerdì verranno celebrati i funerali del Papa: devo SOLO rimanere tranquilla e ragionevole, in ogni caso. Certo, il mio sesto senso mi dice che qualcosa andrà storto [tipo, tutti i quiz di matematica e parecchi di cultura generale] ma non è poi così grave. Sì, lo è, ma posso fare in modo di auto persuadermi che non lo sia. Eccolo, il mio asso nella manica.
Ultimamente, i miei post sono sempre più legati alla realtà. Cosa che conviene poco, ad un giovane talento dell'irrazionalismo auto lesionista non privo di sfumature materialiste pseudo nichiliste. Con qualcosa di neuro vegetativo, che ci sta sempre bene.
Il punto è che... mm, no, non c'è un punto. La sua perfezione mi spaventa un po', credo: la perfezione che continuo ad incollargli addosso, scoprendo che gli va a pennello. Ma... no, comunque il punto non era sicuramente questo.
Mannaggia a te, Lilli, mannaggia a te.
 
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3.4.05,4:45 nachm.
Di più nin zò...
ON AIR: Born slippy, Underworld
Il tutto sta nel comprendere che la creazione del genere umano è stata decisamente una pessima idea. In conseguenza di questa fondamentale premessa, è facile prendere in considerazione tutto il resto e trarne le dovute conclusioni. Ovviamente, molto poco felici. L'unico problema è dover ambientarsi in un contesto indubbiamente ostile: sbattere le palpebre alla cruda realtà e imparare a reggere il confronto. Non so se mi sono ben spiegata. Non so se me ne importa qualcosa, in fondo.
Sono andata a votare, un paio d'ore fa. Non perchè io abbia idee politiche precise né tantomeno per una malsana forma di maturità civile: solo ed esclusivamente, per provare l'ebbrezza del primo voto. Ebbrezza sfumata nella solita apatia, peraltro. Quindi nulla di fatto. Comunque, pensavo di votare per un tizio con una bella faccia barbuta e rassicurante, uno dei candidati di Alleanza Nazionale, che non mi schifa completamente, come partito: o meglio, mi schifa ma non quanto Rifondazione comunista, Margherita e affini. Una volta arrivata al dunque, in ogni caso, ho provato un vago senso di nausea e ho lasciato che il mio disgusto prendesse le redini della vicenda. Quindi nulla di fatto. Mi ripeto.
Ma non domandatemi se ritengo di aver compiuto una mossa sensata. Che proprio, compiere mosse sensate, non è una delle mie consuetudini favorite.
Per il resto, niente di nuovo. Eccetto che la serata di ieri è trascorsa in quel di Rende paese: localino in pietra, atmosfera mediamente mite e cibo di merda. Però si pagava poco e il posto non era male: tutto sommato, mi piace assistere al contatto di gente estremamente differente ed alle combinazioni inaspettate che ne derivano. E' un po' come un mini Grande Fratello a cui partecipano nazisti, comunisti, omosessuali, sadomasochisti, cattolici praticanti, handicappati, ebrei e Melissa P. [o Avril Lavigne che tanto fa lo stesso]. Sarebbe interessante, o no?
Comunque. Il Papa è morto, alla fine. Mi dispiace. Per l'uomo, innanzitutto, e poi per il sorriso gentile che aveva. E poi non sopporto l'idea della morte. E vaffanculo alla folla in Piazza San Pietro, alla commozione di massa, a Bruno Vespa ed anche alle ragazzine decerebrate che approfittano della situazione per sparare uno stupidissimo: "Evviva, se n'è tornato dal porcodio". E' tutto decisamente patetico, sappiatelo.
Secondo comunque. Ho idea che mi tocchi placare l'ondata di paranoia mensile che mi si sta rapidamente abbattendo addosso: è un come un ciclo perpetuo, di cui sono vittima sacrificale. Io DETESTO le mie stupidissime paranoie e DETESTO il loro odiosissimo fondo veritiero, che le rende ancora più fastidiose. Il punto è che mi sento sempre troppo precaria. E, probabilmente, al mondo esistono persone a cui tengo molto più del previsto. Cioè, non so come spiegarlo: è solo che la mia donna non può annullarsi e non può mangiare merda e non può diventare l'esatto contrario di se stessa per una minchia qualunque. Per nessuno in genere, trovo che sia lecito, ma soprattutto per una minchia QUALUNQUE. E il caso è chiuso [almeno teoricamente].
Poi, sia chiaro che io non voglio annoiare nessuno. Meno che meno lui. Meno che meno mentre me ne sto zitta ad inzuppare Macine nel latte. Dico io. Sono cose che mi rivoltano la bile, un po'. Eh.
E basta. Poche nuove da Cosenza Teatro di Morte. Ma, forse, dimenticavo di dire una cosa importante: credo che ci sia qualcuno, tra di voi, degno di leggere un libro che merita la elle maiuscola e pure la i e magari anche la bi e poi la erre e la o. Sto parlando di Colori proibiti, di Yukio Mishima, regalatomi dalla mia Lenny per Natale. Ne vale veramente la pena.
E basta, per davvero.
'Cause maybe.
 
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2.4.05,3:15 nachm.
Affamate d'incomprensioni, strane mischie in attesa...
ON AIR: Song 2, Blur
Sto per crepare di mal di pancia e di mal di schiena e di mal di qualcos'altro situato nei pressi della zona pubica. Lo so che non è una gran bella immagine ma ho come l'impressione di avere le cascate del Niagara tra le gambe, porca madonna. Che poi 'sto ciclo mestruale è una gran bella presa per il culo: sette giorni [parlo per me] di dolori e malesseri diffusi e mi tocca anche preoccuparmi se non arriva. E' un paradosso, come minimo, ed è colpa della sbornia del Creatore o del Cre[a]tino. Rotti in culo, tutti quanti.
Ad ogni modo, si tira avanti. Una specie di corda, parlando per immagini. Ecco, sì: ci sono io, prostrata dai giochetti lunari, a litigare con una corda che mi ostino a trascinarmi dietro e tutto intorno sembrano esserci burroni a non finire, mentre il cielo è in perenne procinto di vomitare una tempesta con tutti i crismi. Più o meno, le cose stanno così.
Ho anche da studiare Svevo, tanto per non omettere nulla. Il che non rappresenterebbe certo un problema, se solo non avessi un libro di testo inutilmente prolisso e quasi certamente arteriosclerotico, di matrice [ovviamente] sinistrorsa e strapieno di concetti astratti di cui nessuno ha poi questo gran bisogno. Ed io sono boriosa da far spavento, diamine. No. Diamine fa tanto... mm... fa tanto non so cosa ma sicuramente non mi piace.
Forse dovrei comunicare al mondo che, ieri, prima di andarmene a zonzo per questo buco di città, mi sono dedicata alla simulazione della prova di ammissione per la Luiss e non penso sia andata male: su trentotto quiz, ne ho sbagliati soltanto sei. Quasi tutti matematici: percentuali e cazzi vari. La vera prova di ammissione consterà di cento domande e sarò entrata solo con sessantacinque esatte, anche se la media degli ultimi anni di liceo conta almeno per un cinquanta per cento. Mah. Al di là di tutte queste supposizioni, mi piacerebbe PARECCHIO entrare. Tutto qua. E incrociamo le dita.
A quanto ho capito, stasera sarà localino sperduto in campagna. E non aggiungo altro perchè non ho scelta.
Strabeeello.
 
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1.4.05,10:50 nachm.
Mediamente riformista, confusa, infelice e tristemente molto poco fashion...
ON AIR: La visione della figa da vicino, Elio e le Storie Tese
Sono io. Quella del titolo, intendo. Con l'aggiunta che non so più neanche scrivere come si deve, a giudicare da un'attenta lettura del post precedente. Ma tant'è.
Oggi sono angosciata. Voglio dire: oggi sono più angosciata del solito. Penso sia per colpa di tutte queste morti [invocate, presunte, sacralizzate] che mi bombardano i neuroni da un po', provocandomi un acuto - acutissimo - senso di sconforto. IO ODIO LA MORTE. Perchè destabilizza la mia di per se stessa scarsissima fiducia nel mondo e nella vita, mi tinge tutto di nero totale e mi stupra con l'orrore dell'evidenza. Cioè, la vita è una presa per il culo molto ben riuscita [con le debite eccezioni].
Oh, come soffro e mi trastullo nel panico.
Il lato curioso di tutta questa storia è che, un tempo, andavo in giro a ostentare il mio desiderio di morte. Anzi, s'è per questo ho anche tentato di comprarmelo, un viaggetto da quelle parti lì. E non credo sia stato perchè non sapevo ancora cosa fosse di preciso, la morte: più che altro, pochi anni e letture [relativamente] sbagliate si mescolano male ad una forma prematura di nichilismo. Ecco tutto.
Adesso, invece, sono così fottutamente raziocinante.
Ed ho anche il ciclo. Senza traumi.
Dimenticavo: sintonizzatevi su Radio Maria, per il conto alla rovescia.
Cattiva, Lilli, cattiva. Fila a letto, senza cena.
Pecoroni.
 
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