21.9.05,9:33 vorm.
Sinossi delle svariate ansie di una donna alla quale si è rotta un'unghia...
ON AIR: Precious, Depeche Mode
Dopodomani mattina parto. Ed è probabile che io non possa far ritorno a casa prima di Natale. Ciononostante, la mia patologica negligenza ha pensato bene di lasciare tutto al caso: NON HO PREPARATO UNA VALIGIA CHE POSSA DIRSI UNA, non ho ancora infilato niente in nessuno scatolone, non ho ancora neanche uno scatolone, non ho deciso cosa portarmi dietro. E mi disprezzo, giuro, ma continuo a starmene - più o meno - in panciolle. Tipico.
Come se non bastasse, è chiaro che si avvicina quella simpaticissima ansia da prestazione di cui quasi tutti conosciamo le amabili fattezze. Chi più chi meno, chi per un motivo e chi per un altro. Fatto sta che farò spendere un mucchio di denari ai miei e di conseguenza dovrò veder bene di farmi il culo. Il che, a dire il vero, non rientra tra le mie prime preoccupazioni: non sono una persona granché altruista, non è un segreto, perciò mi preme molto di più riuscire a stabilire se ho preso la decisione giusta, in quanto a facoltà e affini. E a tal proposito - devo dire - quest'uomo di merda mi da VERAMENTE una mano, divertendosi a propormi in alternativa una laurea in economia domestica presso la prestigiosa Università della Calabria Saudita [Unical caldaie]. Porcoiddio.
Cos'altro? Ah certo. Vaffanculo.
"Ecco il mio privilegio e il mio limite: possedere una logica talmente immunizzata contro ogni illusione, talmente strumentale da riuscire a rendermi accettabile la realtà che mi serviva anche nei suoi contrapposti aspetti".
Ma forse, ora come ora, la citazione più adeguata è:
"Mi ritrovai immobile e muto tra le grida di una folla che odiava in quel momento il sole, la città, il traffico, la legittima protesta, i diritti degli altri e i propri, la pace nel mondo, il reciproco odore, il reciproco squallore, che si odiava con violenza non fosse che per il malumore che era già diventato nostro stomaco quotidiano, dacci oggi il nostro stomaco quotidiano oh Signore..."
In entrambi i casi, comunque, si tratta di Alberto Bevilacqua che, per quanto presenzialista/mondano/banale, ha un suo perchè. E non come tutti, stronzetti qualunquisti. Questa specie d'amore.
I wish I could take the pain for you.
 
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18.9.05,4:01 nachm.
In balia di brutali tachicardie, ci si aspetterebbe perlomeno un'illuminazione...
ON AIR: Prospettiva Nevski, Franco Battiato
Equazioni e disequazioni fratte. Per non parlare di equazioni esponenziali e logaritmiche.
La Tim mi ha accreditato cento euri di chiamate gratis verso tutti i numeri Tim nonché cinquanta euri di sms gratis verso tutti i numeri, di qualsivoglia gestore. Per non parlare degli mms, che però non posso inviare dal momento che il mio telefono cellulare è un troglodito, tecnologicamente parlando. Ad ogni modo, direi che era anche ora.
Questo venerdì mi trasferirò a Roma. Il che implica tutta una serie di cose che - devo ammettere - m'impediscono di dormire come si deve. Tant'è vero che probabilmente, stanotte, m'inietterò direttamente nelle vene un concentrato di camomilla, rigorosamente squagliato col cucchiaio, con tanto di laccio emostatico. E, se non riuscirò a dormire neanche stavolta, tenterò di tramortirmi trascorrendo quei dieci/quindici secondi necessari sotto l'ascella del mio fratellino quasi adolescente. Altrimenti, mi darò definitivamente alla morfina.
Resta il fatto che non mi piace usare il futuro. Come non mi piace usare il passato remoto.
Tra un po', mi tocca anche la lista delle cose da portare con me: l'infinita lista delle cose da infilare in un numero imponderabile di valigie e scatoloni e da portare con me nel mio nuovo domicilio romano de roma. Niente di più deprimente, considerato che mia madre ha una faccia da funerale da giorni, ormai, e mio padre tenta in tutti i modi di farmi ridere, con risultati a volte tragicomici ma più spesso catastrofici. Per non parlare di mio fratello, che tenta di abbracciarmi ogni venti minuti. Tristissimo.
Mi dispiace, forse. Per tutto. Per tutti. Ma ho detto: forse.
Cos'altro? Mi pare niente.
Ah, La Prof Simpatica mi sta sul cazzo. Ovviamente.
Com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire.

 
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15.9.05,11:37 nachm.
Mi dicono ch'è più o meno così che ci si sente quando si è sani...
ON AIR: Punto G, Afterhours
Stasera no. Ti prego stasera no. Strano che io lo ammetta tanto tranquillamente, strano. Avevo bisogno di quella voce che ripete instancabile: razionalità razionalità razionalità. Sbandavo, nel buio della mia stanza. Improvvisamente, il buio può infilare angosce ataviche fin dentro l'anima. Avevo bisogno di te. E adesso penso a come sia possibile che Pavese colmi questo spazietto insopportabilmente tuo. Come. E' necessario che non lasci macchie di sangue sul lenzuolo. Non stanotte. E' necessario che io usi ragionevolezza stanotte. Non sto precipitando. Ripetiamolo insieme. Non sto precipitando.
Ieri sera è stata pioggia. Niente concerto, tanta acqua, Lilli in gonna. Niente di peggio. Se non fosse stato per quel disprezzo, il mio bellissimo disprezzo. Strabordante, acidulo, superbo. Io adoro il mio disprezzo: lo porterei appeso al collo, lo esibirei giorno e notte, lo strillerei in faccia a chiunque. TU MI FAI SCHIFO.
"Io non guardo il tramonto sentendo le voci. Penso solo che dio ha un bell'impianto luci. Non mi devo inventare una vita, ne ho già una. Senza semplicità.
Ho un integralismo un po' frainteso: sono una puttana per non essere un peso. E da quando ho scoperto che erano prigioni ho giocato un sistema con le mie ragioni".
[Superenalotto]
Parabola e disequazioni di secondo grado. Portatemi via.
Un orgasmo che mi plachi ogni reazione.
 
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14.9.05,2:24 nachm.
E adesso ho preso a domandarmi se "ho il male di vivere o è il troppo caffè"...
ON AIR: Sui giovani d'oggi ci scatarro su, Afterhours
Il meraviglioso tubetto. Un po' forzato, sì, ma bello. Come Manuel Agnelli, bello. Come lui, in quella foto da giovane, che grida. Sia lui che la foto. Gridano.
"La mia generazione ha un trucco buono: critica tutti per non criticar nessuno. E fa rivoluzioni che non fanno male, così che poi non cambi mai. Essere innocui, insomma, che sennò è volgare".
[Baby Fiducia]
E' così. Lei è così patetica. Ma così tanto patetica. Che.
"Ho qualcosa qui,
dentro me,
che non voglio sapere.
Tu non sei più vivo
e io non sono mai stato
capace di amare".
[Oceano di gomma]
E poi aspetto solo di sapere se questo:
sarà per sempre oppure no.
L'alternativo è il tuo papà.
 
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13.9.05,4:27 nachm.
Come boicottare una petizione contro la guerra e mantenere - per non dire accrescere - la propria autostima...
ON AIR: Fix you, Coldplay
Dormo poco, troppo poco. Il che è un male, sotto ogni punto di vista, considerato che mi sento come se un'intera orchestra di pessimi musicisti si divertisse a provare la Cavalcata delle Valchirie nel mio povero cerebro iperattivo. Checcazzo.
Ad ogni modo, c'è da fare un appunto. All'amico Stefano Benni, che - per carità - io ammiro molto. Dunque: caro Stefano, se proprio l'ispirazione sembrava un pianeta sconosciuto, dovevi decisamente rassegnarti e decidere di prorogare il silenzio letterario ancora per un po'. Non è necessario sfornare un libro l'anno, lo sai bene. Margherita Dolcevita è una boiata: una boiata benniana, quindi piuttosto brillante, ma pur sempre una boiata. Argomento trito e ritrito, stile molto poco poetico, ironia claudicante. Ed io - beh, sì - mi sento un tantino tradita nell'intimo.
Per il resto, domani i Negramaro suoneranno gratis qui a Cosenza. Ed io ci sarò, chiaramente.
Ah, ancora una cosa: non solo ho le unghie lunghe, ma anche lo smalto trasparente. Roba da matti. Io, Lilli l'Auto Lesionismo in Carne e Ossa, sono riuscita a smettere. Se tralasciamo quel pezzetto di carne mancante, al lato dell'indice sinistro. Eh ehm.
Io amo Maurizio Belpietro. L'antipatico. Sì, lo ammetto.
When you feel so tired but you can't sleep.
 
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11.9.05,9:02 nachm.
Come fare gli scongiuri del caso, coi frutti di bosco incastrati sotto le unghie...
ON AIR: Discolabirinto, Subsonica feat. Bluvertigo
Per la serie "Le storie infinite", ora sappiamo ch'è possibile misurare un compleanno in tempi biblici: CRONACHE DALLA MARATONA FESTIVA ovverosia UN COMPLEANNO DURATO TRE GIORNI [NON CONSECUTIVI].
Parte prima: oh, un gioiellino. Intera giornata solitaria, trascorsa in casa a vagare tra un tipo e l'altro di profonda e cupa nullafacenza. Con strepitoso finale fatto d'intima cena solitaria a base di fritti letali, prosecco e torta al cioccolato. Nient'altro che un disperato tentativo di suicidio, fallito tra i fumi dell'alcool e le macerie del mio apparato digerente.
Parte seconda: non che sia andata male, eh. Eravamo in undici giovani baldi, mi pare, intorno ad una tavola imbandita delle pietanze più grasse, portatrici sane di colestorolo, ulcera, colera, deliri mistici, morbo della mucca pazza e quant'altro. Troppa birra. Una passeggiata in quel della famosa Villa Vecchia e un mini incidente con gomma forata, copertone a puttane e specchietto disperso. Sì, lo so cosa pensate. Infatti, dopo aver invitato gente a casa, devo trascorrere almeno un paio di giorni a nuotare nel pentimento e nella misantropia più solitaria e abietta.
Parte terza: no, non è questa la parte interessante e, in effetti, non ce n'è una. Pranzo globofamiliare, inclusivo di parentado quasi completo e di epico ritorno della nonna cattiva eliminata dalla caaasa. Scenario indecente di stomaci rivoltati dal troppo cibo e cervelli dirottati da tanti piccoli e subdoli musulmani incazzati. Io lì immobile seduta nel mezzo a domandarmi quando come perchè. E a fingere interesse per certe analisi storiche uscite dalla bocca di un frustrato zio socialista ed entrate nelle mie orecchie con una dignità pari a quella di scoregge inodore. E tanti auguri nuova vita nuova casa mi raccomando sesso protetto ma tu sei seria.
Riassunto finale [forse la parte interessante di cui sopra]: i miei amici mi hanno regalato una macchina per il cappuccino muccata ch'è una favola, due tazze coordinate ed una boccetta del mio adorato Chanel n°5; tra le due nonne, ho messo insieme la misera somma di centocinquanta euro; tra gli zii ho potuto ammucchiare un patrimonio di zainetto Mandarina Duck e portaqualcosanonsobenecosaprobabilmenteniente.
Commenti e/o suggerimenti: non ne ho, sono troppo impegnata ad analizzare tutte le turbi e le vergogne risalite in superficie. Ed anche a ricordare com'è che ho fatto a venire su tanto bene.
Quasi quasi non ti ascolto quasi quasi ho il vomito.
 
Tutto sommariamente presunto da Ofelia ,
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10.9.05,2:54 nachm.
Ma cosa cazzo volete che ne sappia, io...
ON AIR: Closer, L'uomo nero
Cos'è un post incazzato, questo? No, non voglio un post incazzato: lo voglio tranquillo, mediamente angosciato, ma pacato. Anzi, lo voglio URLATO e stanco. Anche un po' disperato, ma non troppo. O forse sarebbe meglio un post stronzo e cattivo e sporco. Oppure uno pacifico e lascivo. Magari uno euforico. Oppure confuso, stupido, indeciso e poco significativo. Ecco, è perfetto. Piena libertà o, per meglio dire, anarchia concettuale e formale. Dio cane.
Non so più se tengo alla gente a cui ho sempre - o quasi - pensato di tenere. Credo che sia dovuto al fatto che sto tentando di recuperare un'idea stabile di me stessa e ho come l'impressione che, in quest'idea, non sia affatto contemplata la possibilità di tenere alle persone, soprattutte ad alcune. Il che mi rende sempre più labile, sempre meno equilibrata e decisamente nervosa. Nonchè pericolosamente paranoica.
Sì, ad ogni modo si sopravviverà.
Chissà cosa si prova ad essere morti.
Tra oggi e domani dovrei ricevere qualche regalo. Speriamo bene.
E no, non so più cos'altro dire. Lei mi ha inviato una bella e-mail, una bella risposta tosta. Ed io non sono stata progettata per essere buona. Mai stata buona in vita mia. Mio fratello mi ha regalato Margherita Dolcevita, l'ultimo libro di Benni. Io l'ho abbracciato. Penso che abbia serie pulsioni sessuali a destabilizzare il suo equilibrio mentale. Ahinoi. Sono bravissima nel simulare sorrisi convinti, bravissima.
Se si potesse. Crescere a dismisura e prendere in mano il mondo. Sconvolgerlo del tutto. C a p o v o l g e r l o . Se si potesse. Beh io lo farei.
Buh.
 
Tutto sommariamente presunto da Ofelia ,
con 1 superflua/e manifestazione/i d'interesse, sovente opinabile/i
8.9.05,11:35 vorm.
Coraggio oggi non è più il tuo compleanno...
ON AIR: 1.9.9.6., Afterhours
Dunque. Eh ehm...

You scored as Nazi. <'Imunimaginative's Deviantart Page'>

Nazi

67%

Democrat

58%

Anarchism

50%

Communism

42%

Fascism

42%

Green

33%

Socialist

25%

Republican

17%


What Political Party Do Your Beliefs Put You In?
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Beh, sì, direi che va bene.

C'è una dote che non hai non è chiaro se ci sei.

 
Tutto sommariamente presunto da Ofelia ,
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6.9.05,4:38 nachm.
Che dio mi aiuti ad avere un rapporto lesbo con l'adorabile Karen di Will & Grace...
ON AIR: Blue Orchid, White Stripes
Mi piace sguazzare nel vittimismo più profondo e meschino. Anzi, lo adoro. Quasi quasi godo.
Sono sola in casa, col mio culone che va adagiandosi rispettivamente su divani, letti, sedie, e vago alla ricerca oziosa e indolente di qualcosa da fare. Un diversivo, un palliativo, un riempitivo. Qualsiasi cosa, insomma. E intanto penso a che musica ascoltare o al cibo con cui sfamare la mia anima nonché il mio stomaco. Entrambi piuttosto languidi ed empi. E, adesso che ci penso, credo proprio che andrò ad attingere direttamente dalla mega confezione di gelato panna & vaniglia che se ne sta nel freezer ad attendere morte e redenzione.
Dunque, dunque. Stanotte, non riuscendo a chiudere occhio, riflettevo che è probabile che io muoia suicida. Non lo dico per darmi delle arie da intellettuale derelitta o cazzate similari: purtroppo, ne sono amaramente e tristemente convinta. Ora come ora, sono troppo attaccata alla vita per darmi la morte ma sono sicura che col tempo, assistendo al marcire del mio habitat [in]naturale, mi verrà l'impulso [ir]razionale di farla finita. Sono fatta così.
Ad ogni modo, qui è tutto maledettamente triste, grigio, spento: l'aria è quasi impregnata di un sentore di catastrofe e fallimento. Il che non è interamente un male, dal momento che questo genere di atmosfera stimola in me l'impulso creativo. Sono così auto enfatica.
Non ho un cazzo da fare. E domani dovrò iniziare a ripetere matematica di base con mio padre. Che peste vi colga, tutti quanti.
Ho diciannove anni.
How old are you now, anyway?
 
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con 4 superflua/e manifestazione/i d'interesse, sovente opinabile/i
5.9.05,5:10 nachm.
L'unico comandamento credibile è: "dio ha bisogno di alcol", ma purtroppo non esiste...
ON AIR: Best of you, Foo Fighters
"Amarti m'affatica mi svuota dentro
qualcosa che assomiglia a ridere nel pianto"
[dal Libretto rozzo dei CCCP e CSI]
L'altro giorno, leggendo l'introduzione all'opera omnia di Pier Vittorio Tondelli [dono della cara Elisù, peraltro], sono andata vicino a quella che Joyce avrebbe definito un'epifania. E la cosa mi dispiace davvero, perchè io non credo alle illuminazioni improvvise: non sono affatto il tipo che pensa di aver compreso tutto, o comunque chissà che, in un momento eccezionale, al di sopra di ogni altro. Anche perchè sono una persona pigra, faccio tutto molto lentamente e vivo di riflessione. Fine a se stessa, certo, ma tant'è. Eppure, qualche giorno fa, Tondelli mi ha mollato un pugno in pieno viso: ho avuto la netta sensazione di essere stata seguita, pedinata, fotografata, spiaccicata su pagina, proprio nei momenti peggiori e meno adeguati. E' stato come sentirsi nudi, immersi in un brutale bagno di folla. E' stato... mostruoso. Anche poter vedere da vicino queste giornate settembrine, così sospese, così languide, così mie, e la condanna di essere nati proprio quando gli altri avvertono un limpido senso di morte:
"Canticchiamo con Francesco Guccini noi nati fra l'estate e l'autunno, in una stagione dell'anno che vede da un lato l'assopirsi e l'assottigliarsi dell'esuberanza estiva e dall'altro il rinascere e il ricrescere dei nostri appuntamenti lavorativi, di studio, di interesse, di attività. Così mentre le giornate si fanno più brevi la nostra attività, al contrario, cerca nuove energie e nuovi stimoli. Settembre mi è sempre piaciuto. [...] Quelli della Vergine forse sono così: un po' malinconici, un po' autunnali, solitari, pignoli, pessimi partner e ottimi singoli. Hanno una grande vita interiore che non necessita di mondanità per esprimersi. Nello stesso tempo forse sono fin troppo preda di umor nero, di attacchi di atrabile, insomma di malinconia".
E' stato come se, leggendo, potessi seguire col dito lungo le pagine di me che probabilmente avrei dovuto scrivere. C'era anche il passato, proprio lì davanti ai miei occhi:
"Il mio corpo l'avrei bruciato e arrostito, lo vedevo corrompersi ogni giorno, lo dovevo lavare e vestire e approntare,lo dovevo curare perchè era sempre malaticcio soprattutto d'inverno, lo dovevo far riposare benché non ne avessi voglia e non volessi mai dormire. Soffrivo già di insonnia da un paio di anni e quello era uno dei miei principali problemi. Ero scorbutico, ipersensibile e permaloso. Nessuno poteva guardarmi in viso per più di qualche secondo. Arrossivo. [...] Non ero proprio complessato ma terribilmente disturbato di avere un corpo. Lo sopportavo appena. Non ci giocavo mai. Tutto per me era interiorità, invisibilità, spiritualità. Tutto era per me, in fondo, una grande auto distruzione".
Forse sarebbe stato meglio se non lo avessi mai scoperto. E dico forse.
Domani è il mio compleanno e non riesco a sopportare l'idea di dovermi sentire felice. Felice in qualche modo. Ogni anno dura solo un anno e, addosso, non veste bene: non è il mio, non fa per me.
E buh.
Has someone taken your faith?
 
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4.9.05,1:52 nachm.
C'è che quando si ha voglia di urlare e sputare e mordere, è meglio starsene zitti...
ON AIR: Bunjee jumping, Afterhours
Non so come spiegare in giro che ho smesso di mangiarmi le unghie. Forse dovrei rassegnarmi ad accettare che c'è qualcosa, in me, che non sopporta di rimanere uguale a se stessa, mai. Non so se si tratti della mia stramaledetta nonché invisibile coerenza. Non so neanche se me ne importi davvero, in fin dei conti. Forse dovrei semplicemente rassegnarmi ad accettare qualcosa, d'indefinito intendo. Quello che non c'è, magari. O quel cazzo che vi pare.
Vorrei andare al cinema, stasera, a vedere Madagascar. Perchè vorrei ridere.
Lenny mi ha mandato un sms, con su scritto che non sa come potrà andare avanti senza di me. Perchè quasi sicuramente lei rimane qui, a Cosenza, a studiare biologia. Ed io non ne ho la più pallida idea, di come farà. Di come faremo. Dubito di soffrire di una seria dipendenza da esseri umani, però so che sarà mostruoso. Dopo otto anni pieni, sono convinta che mi sentirò più o meno come se mi avessero portato via una gamba o una mano o qualcosa del genere. Ma mi viene comunque da ridacchiare: non so, è che mi diverte tantissimo assistere alle pieghe che prende la vita, alle deviazioni totalmente inaspettate che non la piantano un momento di profilarsi davanti ai miei occhi. No, non ho intenzione di mettermi a fare discorsi alla Dawson's creek: questo mai. Però è sorprendente, il modo violento/osceno con cui le cose ti vengono strappate dalle mani e tu te ne rimani lì a domandarti quand'è stato che hai compilato quella cazzo di domanda per venire al mondo. Quando.
Ora come ora, mi auto espellerei. Provo disprezzo. Brutale disprezzo.
E questo è quanto. O così si dice.
E' troppo tardi per cambiare ancora.
 
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2.9.05,1:18 nachm.
Io lo so che puoi, che puoi fermarti e piangere e lasciarmi leccare l'adrenalina...
ON AIR: Pelle, Afterhours
Sì, credo che tra poco inizierò a nutrire serie e preoccupanti fantasie sessuali sulla persona di Manuel Agnelli. E' che io vivo - quasi - tutto in maniera ossessionante. E il peggio sta nel fatto che sono in grado di ammetterlo, certo, ma soltanto perchè trovo inevitabile fingere di tenere alla mia dignità pubblica.
Ieri sera un insolito trio, composto dalla sottoscritta, un malvagio uomo nero ed una pericolosa alcolista, se n'è andato in giro a consumare McMenu alcolizzati e a sedersi sulle scale del liceo per simulare un'insopportabile nostalgia che, in realtà, avrebbe potuto portare qualsiasi altro nome. Era solo un modo come un altro per domandare "che ne sarà di noi" al cielo notturno, mettere in pace la nostra coscienza di liceali poco liceali e cucire una bella toppa colorata sulle nostre gravi mancanze tardo adolescienziali. Patetismi.
Credo di avere un sostrato di rabbia, qui da qualche parte. Generalmente, non mi trovo a mio agio con la me stessa arrabbiata: tendo ad avere strane reazioni, eccessive o del tutto miti. A dire il vero, penso di non avere mai reagito in maniera adeguata, ai miei cumuli di rabbia accumulati. Forse perchè non me la prendo mai davvero per i motivi giusti, forse perchè ho la propensione a dare in escandescenze solo quando ne ho voglia e non quando ne avrei tutte le ragioni. E questo è quanto.
...forse non è proprio legale, sai, ma sei bella vestita di lividi...
Ho paura del buio. Una paura fottuta.
Tra quattro giorni è il mio compleanno. Triste come al solito, settembrino, solitario, desolato. Io adoro settembre, adoro il sopravvenire dell'autunno. Ma la gente non sopravvive alla morte e la gente è spesso molto triste, il giorno del mio compleanno. Non so. Credo che tutto derivi dal fatto che sono in attesa di un evento sproporzionato, maestoso, illuminante, che non capita mai nel giorno del mio compleanno. Che non capita mai, e basta. E' probabile che io sia molto confusa. Fatto sta che, fra quattro giorni, compirò diciannove anni e questo sarà il nono anno consecutivo in cui avrò la netta impressione che la mia non sia l'età adatta a me.
E se ritornassi ad usare lo smalto nero?
Forse sei un congegno che si spegne da sé.
 
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