21.6.05,6:06 nachm.
Domani non è esattamente il giorno che vorrei ma vabbeh...
ON AIR: Feel Good Inc., Gorillaz
Eh, lo so. 'Sta canzone mi prende: checcepozzofa'.
Oggi non ho concluso una beneamata minchia, eccetto fingere un interesse minimo per gli amici Leopardi, Pirandello e Svevo. Ma credo che mi convenga dare anche un'occhiata agli amicissimi D'Annunzio, Calvino e Pasolini. Così, per dare ascolto ad un istinto mai cagato prima: tanto più che gli ultimi due - autori, intendo - li porto nel percorso. Volendo fare uno sforzo notevole, chiamandolo percorso. Insomma, qui si naviga a vele spiegate nel bel mezzo della merda.
Comunque, credo che alla fine se ne uscirà. Già se riuscissi a caricare un mp3 su 'sto cazzo di webftp sarei felice come una pasqua. Perlomeno credo.
Mi viene da fare la pipì. No, per la cronaca.
Non mi sento in vena di essere me, oggi. E forse non è neanche tanto male.
Per tutto il resto, a parte Mastercard, c'è anche Fra' che mi passa a prendere tra meno di mezz'ora ed io sono in pigiama, sporca, puzzolente, impresentabile e quant'altro. Non che, dopo il processo di restaurazione totale, si speri in qualcosa di meglio. Eh.
Sì, la pianto con l'auto indulgenza: diciamo pure che la pianto. E basta.
A melancholy town where we never smile.
 
Tutto sommariamente presunto da Ofelia ,
con 3 superflua/e manifestazione/i d'interesse, sovente opinabile/i
20.6.05,3:13 nachm.
In notturno silenzio, la violenza di un polso che pulsa...
ON AIR: October swimmer, JJ72
A volte, mi piacerebbe sentirmi diversa. Non so ben spiegarlo. Diversa, ecco: lontana dalla me che rappresenta un problema per l'altra me. No. Cioè, distante da quella parte di me che il resto di me non trova ragionevole. Lo so che sembro schizofrenica, lo so. Però è - più o meno - così che mi sento, a volte. Sul serio.
Poi. Mi viene da ridere a raccontarlo qui, giuro, però devo farlo perchè quasi non mi sembra reale. Il fatto che io possa avere delle reazioni del genere, alle cose. Ad un film, per esempio: Il tè nel deserto, di Bernardo Bertolucci. Dopo averne visto solo qualche scena, ho dovuto correre in bagno per vomitare. Ed il bello è che non c'è stata alcuna scena di sangue o comunque nulla che possa giustificare la mia reazione: solo una serie di personaggi squallidi e tremendamente antipatici, un'ambientazione poco felice ed un paio di scene di sesso che mi hanno dato la nausea. Personalmente, propendo soprattutto per l'ultima ipotesi. Forse dovrei pensarci un po' su, capire dov'è il problema e se c'è, poi, un problema. O, magari, dovrei rivolgermi ad un bravo e costoso psicanalista frustrato, del quale poi mi convincerò di essere innamorata. Ad ogni modo, fatto sta che dovrei prendere in considerazione il mio attuale rapporto col sesso e ponderarlo per bene. Per benissimo. Prima di far ineluttabilmente scadere la cosa nella sfera inconscia e, dunque, ritrovarmi a vomitare alla sola vista di un povero pene indifeso. Sì, direi di sì.
Per il resto, ho un cerchio intorno alla testa [e non credo che si tratti di un'aureola], ho da studiare letteratura e mi piacerebbe molto fumarmi una Pall Mall blu. La prima è una realtà ineliminabile ed incondizionata, il secondo è un imperativo categorico ed il terzo è un mero desiderio da reprimere. Fantastico.
And I don't need anyone.
 
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con 2 superflua/e manifestazione/i d'interesse, sovente opinabile/i
19.6.05,3:27 nachm.
Ho dimenticato la locazione anatomica del tasto di *reset*, porcalaputtana...
ON AIR: Ratto, Subsonica
Io non so come si possa perseguire il dipanarsi della propria esistenza, senza prima trovarne il capo - generalmente, un trauma infantile - ma, soprattutto, la coda. Ovverosia: la letteratura giapponese della prima metà del Novecento. Nello specifico, mi riferisco a Yasunari Kawabata [come anche a Yukio Mishima]: non so se vi sia capitato di leggere La casa delle belle addormentate. Beh, sappiate che, nel caso in cui non vi sia neanche passata per l'anticamera del cervello l'idea di darci un'occhiata, valete molto ma MOLTO poco. Ottusi del cazzo.
Sì, lo so: è un periodo in cui mi viene facile inveire contro la gente. Tant'è vero che litigo ogni giorno con una persona diversa [mia madre, ch'è schizofrenica]. Insomma, non è un periodo semplice.
Che, poi, l'umanità mi snerva per davvero. Trovo opinabili tutti questi individui che, in un modo o nell'altro, mi gravitano attorno e non riesco a spiegarmi il motivo per cui, un tempo, ho pensato che non fosse poi così male frequentarli: tra i miei amici o pseudo tali, non c'è una sola persona che sia anche soltanto simile a me. No, non sto dicendo che IO SONO IL MASSIMO [anche se lo penso]: sto solamente dicendo che tendo a mescolarmi a gente diversissima, per poi ambire ad una sorta di ostacolatissima salvazione personale. Cioè, ad un unico - complicatissimo - appiglio.
Il punto è che non so che farmene delle opinioni degli altri. Così, essendo io dotata di un punto di vista lontano anni luce, la gente che frequento si guarda bene dall'esprimere il suo parere nei miei confronti: una specie di tacito rispetto, conflittualmente subordinato. Ottimo.
E' solo che adesso mi viene da urlare. Un fanculo di massa. E non è escluso che capiterà, un giorno o l'altro.
Voglio andare via. Cazzo. Via di qui.
E l'unica ambizione che hai è stare in piedi.
 
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18.6.05,3:22 nachm.
M'agito in confusionaria sconsideratezza, tant'è è vero che metterò la gonna...
ON AIR: Ci sono molti modi, Afterhours
Eh ehm. Dunque, vado ad elencare:
  • italiano: 9
  • latino: 9
  • greco: 10
  • storia: 9
  • filosofia: 9
  • matematica: 8
  • fisica: 9
  • geografia astronomica: 9
  • inglese: 10
  • storia dell'arte: 9
  • educazione fisica: 8

Sì, me la sento. Tutta quanta, addosso. Dicesi: BORIA. Giustificatissima.

Poi, per il resto, cammino scalza e sporco le piante dei piedi di nero. Il che mi piace. E mi scoccia infilare la musica nel blog, nonostante il mio amico immaginario JaK abbia diligentemente provveduto a fornirmene il modo. E mi scoccia mettermi a pensare alla seconda guerra mondiale e cazzi vari. Ho tutto un mondo in testa, adesso, ma nulla a che vedere con la realtà contingente.

E comincio ad annaspare. In presenza di gente che mi provoca la nausea. Gente con cui ho dovuto stare gomito a gomito per cinque anni, magari meno, ma l'espressione rende bene l'idea. No. Non sono originale. Oggi sono soltanto inutile a me stessa. In una maniera diversa, insopportabilmente compiacente nonché auto indulgente nonché un altro aggettivo qualsiasi che abbia lo stesso suono.

Vorrei niente esami. Vorrei viaggio. Vorrei infradito di cuoio con gonna nera e sorriso di fard. Vorrei persone che mi respirano distanza addosso. Vorrei vorrei vorrei.

E qui ci vedrei bene Cesare Cremonini con pianoforte tascabile: eccolo che si siede, si mette a "cantare", mima un difficile rapporto con la madre e poi s'accascia al suolo in preda a spasmi infernali. Quindi, ecco che arriva un contingente di medici, rigorosamente in seconda linea, a decretarne morte clinica, dato che la morte cerebrale è già intervenuta da un pezzo. No. Breve parentesi.

Vado a studiare, eh? Sì, vado a studiare.

Il mio alluce ha un certo sex appeal, comunque. Per la cronaca.

E per sentirmi vivo ti ucciderò.

 
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16.6.05,9:49 nachm.
Non l'alta marea emozionale: non ora, non me, non così...
ON AIR: Protége moi, Placebo
Come posso spiegarlo? No. Non posso spiegarlo, infatti.
Uhm.
Direi, strazio. Più o meno. All'altezza del cuore.
Che, poi, manco so bene dove beccarlo, un cuore.
Io.
m'annego in astrazioni di cui pochi immaginano la portata sono cenere cenere quando frammenti di gioia s'infilano tra clavicola e collo mi sento tutta contratta racchiusa nell'angolo del torpore attonito poi disperato sono come sospesa sul filo no meglio sulla lama vorrei gettarmi giù poi cambio idea allora mi getto volo oppure cado tu puoi vedermi lo so ho gli occhi dipinti di nero come sempre le labbra umide come quando cerco d'attirare attenzioni dormimi addosso un senso pacifico d'inumana serenità quella gioia vorrei infilarla in parole perfette d'autentica meraviglia sapermi così giusta non so come no non so come dirlo come renderlo possibile visibile tuo ma giuro io lo giuro l'unico appiglio l'unico sei in baraonde nemiche di vuoti cosmici e demenze congenite marionette senza sguardo mentre tutto di nero si veste è bello noi sì sto zitta
Mi viene da ridere, mi viene. Come ieri sera, quando. Ih.
L. dice: "Il nove luglio è un anno che ci conosciamo".
B. risponde: "Sì?".
L. replica: "Eh, sì".
Stupendo.
Mai. Mai avrei immaginato.
Sentire russare per telefono. E. Ridere di tenerezza.
Ma dico.
Poi penso. Ogni tanto, così.
E se fosse vero?
Io. Solo. Una. Bambina. Patetica.
Piccola. Coi bacini. L'immaturità.
Che devo imparare. Certe cose. Ancora le devo imparare.
E se fosse vero?
No. Io.
Paura.
Io.
No.
Protect me from what I want.
 
Tutto sommariamente presunto da Ofelia ,
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,3:25 nachm.
Lezione n°4: sputare in faccia all'umanità col sorriso, adesso è possibile...
ON AIR: Mentre tutto scorre, Negramaro
Ho paura. Anzi, no: m'infastidisce la possibilità della figura di merda. Soprattutto, in storia nonché filosofia. Per non parlare di trigonometria e fisica. Praticamente, è meglio che me ne resto a casa a contare i giorni e i minuti che mi separano dalla catalessi emozionale. Che non sarebbe manco una cattiva prospettiva.
Dunque, c'è da dire che:
  1. Kant specula sulle banalità;
  2. Hegel non dice un cazzo di nulla, lui e lo Spirito e l'Assoluto e il sesso orale che non gli hanno praticato;
  3. Marx è stato un genio e penso che non approverebbe lo schifo che si è fatto, delle sue teorie brillanti;
  4. Schopenhauer ha il suo fascino ma la negazione del suicidio, per lui, rappresenta una contraddizione netta e quindi una chiara manifestazione di VIGLIACCHERIA;
  5. giudizio sospeso su Kierkegaard, Bergson ed Husserl, che devo ancora ripetere nonché leggere ed imparare daccapo;
  6. Heidegger era un tipetto davvero niente male, intelligente e borioso al punto giusto;
  7. Nietzsche è tutto, cioè me.

Per il resto, lui ed io [sì, anche io] fonderemo il PRRRI, Partito Razionale Radicale Riottoso Italiano. Davvero.

E la credibilità, giocatevela anche voi a carte. Orsù. Brutti deficienti.

Tanto non cambia.

 
Tutto sommariamente presunto da Ofelia ,
con 6 superflua/e manifestazione/i d'interesse, sovente opinabile/i
13.6.05,2:54 nachm.
Dio benevolo/dio vendicativo, dio benevolo/dio vendicativo, dio benevolo/dio vendicativo...
ON AIR: Chi è e non è, Blonde Redhead
Il titolo del post è comprensibile solo per chi segue assiduamente le puntate dei Simpson. Per la cronaca.
Ad ogni modo, sono diventata lievemente ipocondriaca, in quest'ultimo periodo: ogni minimo malessere mi pare il sintomo inequivocabile di un attacco di cuore nonché arresto cardiaco nonché morbo della mucca pazza. Ebbene, provo inesprimibile disgusto nei confronti di me stessa. Forse dovrei farmi operare una lobotomia, perlomeno parziale.
La consapevolezza che esista lei, la mia unica madonna, è decisamente consolante:
Sì, decisamente spettacolare. Almeno quanto l'odierna puntata dei Simpson.
Ed ora taccio. Perchè non ho proprio un cazzo di niente da dire.
Non svegliare me per parlar con te.
 
Tutto sommariamente presunto da Ofelia ,
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12.6.05,3:59 nachm.
Lezione n°3: dominare le proprie fobie, sapendo ch'è impossibile, ora è possibile...
ON AIR: Misrlou, Dick Dale & His Del-Tones
E' da un'oretta che ascolto 'sta canzone, dalla colonna sonora di Pulp Fiction: mi viene anche il balletto con le dita a V in orizzontale, sugli occhi, e lo sguardo secsi. Ma dico.
No, tutto questo perchè sono nella merda, sia con la tesina che col ripasso: mi mancano ancora quattro materie da scrivere e non ho toccato neanche un libro. Giusto per dovere di cronaca. Nera. La cronaca, intendo.
Ho anche un po' paura del senso di fallimento. Che proprio ci mancava.
Per non parlare della crescente tracotanza che mi porto dietro, dopo aver messo giù una critica alla poesia di Pasolini di un certo livello: roba che mi è venuto in mente di fare la critica letteraria. Di qui, la netta contraddizione con le mie scelte universitarie e, dunque, il senso di fallimento. Spazzato subito via dall'idea di dover studiare critiche altrui, nei confronti delle quali nutro un profondissimo disinteresse. Perciò, 'sti cazzi.
Credo che dovrei occuparmi di storia dell'arte. E poi di fisica. E poi di filosofia. E poi di storia. E poi LA MORTE.
Lo so che non ti fa piacere, ma sei decisamente il mio calmante preferito. Punto.
Credo che il mondo non mi meriti anzi ne sono certa.
 
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11.6.05,5:08 nachm.
Pensavo di cominciare a ridere per non smettere più...
ON AIR: Mantra, Fiamma
Sì, sono fatta così.
Finora, ho completato solo greco, latino ed inglese: il che significa Giuseppe Flavio, Marco Aurelio, Lucano e George Orwell. In questo momento, invece, dovrei occuparmi di Italo Calvino in contrapposizione a Pierpaolo Pasolini. Dovrei, appunto.
In pratica, buona parte della mia tesina gioca sulla divergenza insanabile tra ideologia e raziocinio. Vedremo.
Niente. Ieri sera, Cigar Bar: nulla di che, parecchia gente opinabile, freddo, calze a righe dentro ballerine da paperotta, un paio di lacrime durante la consegna delle pergamene. Il mio prof. Credo di amarlo. Sì, anche s'è omosessuale, obeso, barbuto, scontroso e misogino. Sono sempre più convinta di amarlo, anzi.
Per il resto, non lo so. Non so neanche che fine farò stasera ma, come dice lui, devo vivere alla giornata.
A l l a g i o r n a t a .
Manco so cosa significa, io.
Non preoccuparti sto bene.
 
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10.6.05,2:39 nachm.
Cercando un'appendice di pietra, mi vedo annegata nel vuoto...
ON AIR: Highschool lover, Air
Farsi del male. La colonna sonora di. Il giardino delle vergini suicide. Air. The virgin suicides. Ahi che male ahi.
Cado. No. Sprofondo.
Non mi trovo. Non riesco a trovarmi. Sono perduta.
Come pareti d'onice corvino. Soffici solo di notte. Insonorizzate da un dolore vanamente universale.
Urlo. Non sentite. Un cazzo di niente. Fingete solo comprensione bigotta.
Ho perduto efficacia espressiva in angoscia mistico-demenziale.
Vi chiedo.
E se, dopo la morte, la nostra anima [ammesso che esista] rimanesse incastrata nel corpo? Se fosse obbligata a restare nel limbo della nostra immobilità, prigioniera dei nostri occhi chiusi per sempre? Se la morte non fosse altro che incomunicabilità?
Voglio essere cremata. Sia chiaro. Cremata.
Ho davvero, davvero paura.
No sì no.
 
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8.6.05,9:12 nachm.
Mi sento come se non lo so ma adesso va anche bene...
ON AIR: Protège moi, Placebo
Oggi non è giornata di post lunghi, articolati e minuziosamente dettagliati. No. Oggi è giornata di sentimenti lampo, baraonde destabilizzanti di sì come anche no, onde contrastanti di istinti emozionali. Sì, ecco: se state cercando di stabilire se siete diventati mentalmente ottusi oppure sono io ad essere sprofondata nel limbo dell'incomunicabilità, sappiate che io propendo per la prima. E sticazzi.
Io non voglio sostenere gli esami di stato. Non credo di essere pronta.
Per il resto, tutt'appò. A parte che la scuola è praticamente finita e mi viene un po' il magone, ripensando sempre all'ultimo di questo e quello. Cioè, mi spiego: sono giorni che, in classe, non si fa che dire che "questo è l'ultimo lunedì di scuola della nostra vita" o che "questa è l'ultima ora di educazione fisica della nostra vita" e via dicendo. Voglio dire, senso di declino per endovena.
Poi, sono stanca dentro. Mi trascino in giro come se non aspettassi altro che entrare in letargo per un minimo di tre mesi ed un massimo di DIECI ANNI. Ho come l'impressione che potrei crollare a terra, tramortita dal NULLA, da un momento all'altro.
Comunque, sono qui. Esisto, insomma. E devo cominciare a pensare seriamente all'idea di confrontarmi con Nietzsche, Heidegger, Habermas e post-modernismi [nonchè decostruzionismi] vari, tentando di trovare un - perlomeno - credibile punto di contatto. Bene.
Tutto ciò per dirgli che. Un giorno senza. E già. Strazio.
Protect me.
 
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,3:56 nachm.
Me stessa si veste d'universale incomprensione...
ON AIR: Gasoline, Subsonica
Non ho la minima voglia di riscrivere il post dopo che internet mi ha fottuto la pazienza una volta di troppo.
C'è bisogno di aria e di spazio e di cerebri maggiorati.
Ho il vuoto nelle mani.
Sempre meglio che averlo negli occhi privi di bulbi oculari.
Vorrei vomitare nausea su giacche già incrostate da sporcizie comuni.
Mi preme mantenere il broncio ben saldo.
Ho emicranie dipinte fin dentro l'anima.
Dormite, idioti, dormite.
Non posso credere che siate felici.
Ho voglia di morte altrui.
Nessun senso di colpa può scalfirmi.
Holy pride.
 
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6.6.05,3:15 nachm.
Avverto l'inequivocabile risalire in gola di tutto il cibo e l'ansia di una vita...
ON AIR: Incantevole, Subsonica
Credo che oggi la mia nevrastenia abbia raggiunto livelli alquanto preoccupanti: qui a casa ho litigato praticamente con tutti [se si considera che all'appello manca solo mio padre, ch'è fuori], a scuola ho mantenuto un contegno appena dignitoso e ho persino dimenticato che Lenny ha l'esame di guida. La mia vita sociale sta per indirizzarsi lungo l'inconfondibile strada dell'eremitaggio spontaneo. Per opera e virtù dello spirito santo. No, scherzo.
Il punto è che non so cosa volere. O almeno m'illudo che un punto, alla fin fine, esista. Magari dovrei solo rassegnarmi all'evidenza delle cose, imparare a convivere con un gretto fatalismo e affrontare il resto dei miei giorni in preda ad un'incondizionata fiducia nei confronti di quel che verrà. Tralasciando che potrebbe essere [con tutta probabilità] una gran presa per il culo. Tralasciando che, il *quel* di cui sopra, potrebbe anche non venire affatto. No. Non sono in un periodo particolarmente luminoso.
Certo, l'impellenza di mettermi sotto a studiare non influisce positivamente: il solo pensiero che il ventidue giugno cominciano le prove scritte, mi manda nel panico totale ma - di sicuro - non mi fa sentire in dovere di buttarmi a capofitto sui libri. In pratica, navigo nell'auto commiserazione più bieca.
Vorrei che fosse già tutto finito. Vorrei il cento che tutti mi appiccicano addosso come fosse quanto di più scontato. Vorrei saperne di storia e di filosofia. Vorrei ventisette luglio con bagagli e treni diretti dovunque. Vorrei Roma invasa dal sole. Vorrei non aver paura. Vorrei non volere un cazzo di niente dalla mia esistenza. Vorrei essere più stabile. Vorrei serenità distorte. Vorrei che il mondo non fosse così diverso da come l'ho sognato per i primi cinquantanove secondi della mia neonata esistenza. Vorrei non aver trovato Serenase e paradisi sintetici. Vorrei.
Magari non sentirmi tanto adolescente decerebrata. Come adesso.
Porcoiddio.
Io starò attento a ricucire i tagli senza stringere mai.
 
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5.6.05,11:32 vorm.
Decisamente, questa non è la vita che credevo avrei vissuto...
ON AIR: La sottile linea bianca, Afterhours
Raramente assistetti a declini sabatiani della medesima portata del corrente fine settimana. Avverto una me stessa di dubbia ironia perduta nel marasma delle sue incoerenti aspettative. Odo canti sublimi provenienti da bocche disparate, tutte distanti mille miglia dalla mia persona seduta su cumuli di barricate emozionali.
E mi mando a cagare da sola, mi mando.
Tra due settimane abbondanti, ho gli esami di stato. E sono nella merda fino alla punta dei capelli. E il mondo è immerso nel surreale. Quantomeno.
Siamo vivi per usarci.
 
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3.6.05,8:45 nachm.
Chi non ha letto Superpunk arcimondano merita una morte violenta, per impalamento bilaterale sincronico...
ON AIR: Feel Good Inc., Gorillaz
Non so. Hai presente mani umide in capelli neri? Hai presente cuore in cubo asfittico senza luce? Hai presente visione orgasmica di vergini sventrate? Non ti so dire. Più di. Niente.
Più di...
.death in Berlin.

Morte. E, qui di seguito, nient'altro che variazioni sul tema.

Bahnhof zoo [per intenderci, bisogna che abbiate letto Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino].


Kurfurstendamm [sempre in riferimento a Christiane F.].
Avrei altre foto. Ma ci vuole troppo a caricarle. Dunque, demordo.
Sì, insomma. Poesia a iosa, io. Però pure rassegnazione patologica. Eh. Ma tant'è.
And all I wanna hear is the message beep.
 
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,4:05 nachm.
La Grande Guerra insegna: meglio un amico morto che un nemico vivo. Oiea...
ON AIR: Ask for answers, Placebo
Dunque. Eh ehm...
Il crollo del muro di Berlino
o del come i valori annaspano tra le macerie dell'ideologia.
Storia: la Guerra fredda [ovviamente];
filosofia: in forse, tra marxismo, post-modernismo e decostruzionismo [io propendo per questi ultimi due];
latino: Lucano;
greco:Marco Aurelio nonchè Giuseppe Flavio;
italiano:Le ceneri di Gramsci di Pier Paolo Pasolini con l'aggiunta, in forse, di Italo Calvino o quel cazzo che sarà;
fisica: qualcosa tipo la legge di Faraday-Neumann o MAGARI niente [dio maiale];
storia dell'arte: i due momenti dell'Espressionismo - Munch e Kandinsky - e la mitica Bauhaus;
inglese: altro dubbio da risolversi tra George Orwell, James Redfield [mai e poi mai], Angela Carter [ne dubito].
Questa sarà, in linea di massima, la mia tesina. Ora, il tutto sta nel concretizzare le idee. Ossia, FARE QUALCOSA. Il che, solitamente, mi è molto ma molto difficile.
Bene. Sì. Bene. Direi proprio bene. Ahah. Sì.
There are no second chances.
 
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2.6.05,3:03 nachm.
Il genere umano è l'insieme delle mie comparse...
ON AIR: I'm a cuckoo, Belle & Sebastian
Non ne posso più. Del cuore che cede ad ogni colpo, del silenzio post atomico, della disgrazia dietro l'angolo.
Mi sento così fottutamente piccola. Piccola come una bambina che non ha neanche imparato a respirare.
Detesto tornare a vestirmi di fragilità. Quel senso atavico di perdizione/implosione. Che continuo a rimuovere.
Io. Che. Piango. Isterismi.
Poi. Mi. Nutro. Di. Psicosi.
E' che ho paura. Di ogni punta aguzza. Tendo a fuggire senza sapere che sto già tornando indietro. Un po'.
Mi domando solo se sarà possibile che tutto rimanga uguale. Forse neanche lo voglio, ma prima o poi qualcuno dovrà pagare. Per questo. Per me.
Vorrei non esserci. In linea di massima. Vorrei non esserci.
Com'è tutto buio. Quando sono sola in mezzo alla gente. Col lampione che brilla in alto. Posso vederlo solo io, perchè gli altri sono fin troppo vicini.
Dormi Lilli dormi.
I'd rather be in Tokyo.
 
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