19.9.07,10:18 nachm.
E' vero, è vero: vogliamo tutti così tanto...
ON AIR: Dead Things, Philip Glass
Non so se esista un bel modo di morire. Molto probabilmente no. Ma, tra tutte le morti, non riesco ad immaginarne una più bella di questa:


Carissimo,
sono certa che sto impazzendo di nuovo: sento che non possiamo affrontarlo un'altra volta ancora. E stavolta non mi riprenderò.
Comincio a sentire voci e non riesco a concentrarmi. Quindi sto per fare quella che mi sembra la cosa migliore.
Tu mi hai dato la più grande felicità possibile. Sei stato in ogni senso tutto quanto potevi essere.
Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici, fino a che non è arrivata questa terribile malattia.
Non posso combatterla oltre: so che ti sto rovinando la vita, so che senza di me potresti lavorare. E lo farai, lo so.
Vedi, non riesco neanche a scrivere bene questo biglietto. Non riesco a leggere.
Voglio dirti che ti devo tutta la felicità della mia vita.
Sei stato estremamente paziente con me, e incredibilmente buono. Voglio dire che... Lo sanno tutti.
Se qualcuno avesse potuto salvarmi, tu avresti potuto. Tutto mi ha abbandonato, tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinarti la vita.
Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici di quanto siamo stati noi.
V.

[Virginia Woolf, al marito Leonard, prima di uccidersi]



Ofelia: "E' quella frase lì... mi distrugge".
Lui, beffardo: "Quale frase?"
Ofelia: "Ma come quale? Quella!"
Lui: "Quale?"
Ofelia: "Quella".
Lui: "Ma quella quale?"
Ofelia: "Lo sai".
Lui: "Quella... ah, quella: non credo che... "
Ofelia: "Sì, quella".
Lui: "Ma quale? Non credo che due persone..."
Ofelia: "Sì, ho detto quella".
Lui: "Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici? Intendi questa?"
Ofelia: "Sì", col vocino tremolante.
Lui: "E dai, su: piangi un po'..."
Ofelia: "E invece no".
Lui: "Ma sì".
Ofelia: "No".
Lui: "Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici di quanto siamo stati noi".
Ofelia: "..."
Lui: "Uno due tre e..."
Ofelia: "Buaaahhhaaahhhh..."



Per sempre. L'amore. Per sempre. Le ore.



 
Tutto sommariamente presunto da Ofelia ,
con 17 superflua/e manifestazione/i d'interesse, sovente opinabile/i
14.9.07,4:18 nachm.
I dolori della [non più] giovane Ofelia o del come i miei ormoni riescano sempre ad avere la meglio...
ON AIR: Quella vispa di Teresa, Pia
Dio non esiste. E glielo consiglio vivamente perchè, se fossi al suo posto [nel qual caso esistesse, s'intende], io non andrei tanto in giro a vantarmi di essere dio e di aver messo su questo gran bel casino. Per tutta una serie di ragioni che non sto qui ad elencare ma che, da quanto risulta dai miei sondaggi [che hanno - lo giuro - un grado di affidabilità sicuramente più elevato rispetto a quelli di Fede], sono sotto gli occhi - e dentro il culetto - dei più. Ora, tra tutte queste ragioni di cui sopra, dio farebbe bene a non esistere perchè altrimenti - signore e signori - ci troviamo ad erigere costruzioni e altari ad un sessista bello e buono. Eh sì perchè va bene la storia di Eva [era una zoccola: andava in giro nuda e le piacevano i serpenti] e va bene anche la storia della costola di Adamo [ma che cazzo di metafora è, poi? perlomeno i pagani erano più poetici: Venere è nata dalla schiuma del mare e Atena dalla testa di Giove, accidenti]: va bene tutto, tutto. Ma le mestruazioni, in tutta franchezza, io non me le spiego. Un martirio così doloroso, fastidioso e nevrotizzante io non riesco ad immaginarlo [e credetemi: la mia fantasia malata non è una dilettante]. Tanto più che dio, teoricamente, dovrebbe essere onnipotente [e buono, vabbeh, lasciamo perdere]: allora perchè non ideare un sistema indolore? [ATTENZIONE! SEGUE LUNGA LISTA DI LAMENTELE E PIAGNISTEI DA PRIMO GIORNO DI CICLO (distare dal raggio d'azione: ormoni femminili in stato di agitazione)!] Perchè devo convivere con esseri non bene identificati che si prendono gioco della mia faccia, dopo essersi accampati sulla stessa, mentre mi guardo allo specchio, deridendomi senza pietà? Perchè devo iniziare a sentirmi irritabile, insoddisfatta, intollerante, mostruosa, abnorme e pachidermiforme perlomeno due settimane prima che il ciclo arrivi? Perchè sono costretta a patire nell'attesa che arrivi [e, qualche volta, PREGANDO perchè arrivi]? Perchè mi trovo a domandarmi quand'è che ho firmato un documento in cui m'impegnavo a trasformarmi in un dirigibile? Perchè devo finanziare i demenziali spot pubblicitari della Lines con le mie povere tasche? Perchè devo rassegnarmi a litigare con chiunque non manifesti tanta amorevole comprensione per me? Perchè riesco a dormire solo a pancia in giù? Perchè sono costretta ad imbottirmi di Moment e Aulin? Perchè non posso fare a meno di urlare e scoppiare a piangere [spesso contemporaneamente] nei momenti meno opportuni? Perchè non posso fare nulla che non sia lamentarmi?
Comincio a odiare persino me stessa, rileggendo quanto ho appena scritto. Non voglio neanche pensare a quello che accadrà quando - e se - sarò incinta.
Ad ogni modo, vago per casa con addosso una camicia da notte gialla con su scritto: NESSUNO E' BELLO AL MATTINO e due tette che, dopo aver sottoscritto una carta dei diritti, si proclamano pronte alla secessione [manco il federalismo: vogliono la secessione, 'ste troie]. Io, dolorante se non addirittura languente, non ho più il coraggio di oppormi e credo che potrei cedere da un momento all'altro, sussurrando loro, nell'ultimo mio soffio di vita: "Nina, Pinta [lascio immaginare chi sia Santa Maria], siete libere".
Comunque, un misero ventisei all'esame di Storia contemporanea. E non oso immaginare come andrà [posso pure osare: bocciata!] l'esame di Economia politica del ventisette. Sette esami da seicento e più pagine l'uno, in un anno accademico, sono oggettivamente troppi perciò mi ritengo libera da ogni colpa barra responsabilità. Ego me absolvo. E me lo si conceda.
E poi? E poi sono passati a malappena tre giorni e sono già in crisi d'astinenza.
Prendimi. Stendimi.
 
Tutto sommariamente presunto da Ofelia ,
con 8 superflua/e manifestazione/i d'interesse, sovente opinabile/i
6.9.07,2:48 nachm.
Sono le due e mezza del pomeriggio ed io sono ubriaca o del come sia prevedibile, in fin dei conti, la vita umana...
ON AIR: All is full of love, Bjork


"Come ho fatto a diventare così vecchia?"
[Mattatoio n.5, Kurt Vonnegut]






[Adoro la morbosa simmetria dei miei html e adoro che il mondo ne sia all'oscuro.]



Ho compiuto il ventunesimo giro di boa, oggi. Che squillino le trombe del giudizio, dunque. E che vedano di non fare troppo casino, mentre faccio la pedicure francese.
All is full of love.
 
Tutto sommariamente presunto da Ofelia ,
con 8 superflua/e manifestazione/i d'interesse, sovente opinabile/i
4.9.07,7:56 nachm.
L'importanza di una dignità che sia una [mi sento incompresa come una stupida (e trasandata) adolescente qualsiasi, il che non è un bene]...
Lei sfogliava
i suoi ricordi
le sue istantanee
i suoi tabù
le sue madonne
e i suoi rosari
e mille mari e
alala'
i suoi vestiti di lino e seta
le calze a rete
Marlene e Charlotte.
E dopo giugno
il gran conflitto
e poi l'Egitto
e un'altra età
marce e svastiche e federali
sotto i fanali l'oscurità
e poi il ritorno
in un paese diviso
piu' nero nel viso
piu' rosso d'amore.
Aida come sei bella.
Aida le sue battaglie
i compromessi
la povertà
i salari bassi
la fame bussa
il terrore russo
Cristo e Stalin.
Aida
la costituente
la democrazia
e chi ce l'ha?
E poi trent'anni di safari
tra antilopi e giaguari
sciacalli e lapin.
Aida come sei bella
come sei bella
come sei bella.


Rino Gaetano
[Aida]






E' che io sono nata difettosa. Ma poi passa.

[
è tutto questo bene che ti voglio.
come un carico sporgente.
mi fa perdere l'equilibrio.
e non passa.
no che non passa
]

Tutto passa.
Lui no.
 
Tutto sommariamente presunto da Ofelia ,
con 2 superflua/e manifestazione/i d'interesse, sovente opinabile/i
1.9.07,10:08 nachm.
La verità è che ho l'anima nera solo per comodità: il nero - si sa - lo abbini con tutto...
ON AIR: What Else Is There?, Royksopp
ATTENZIONE! Distare dal raggio d'azione: apertura in medias res.
La scorsa settimana ero a Roma, in quel del famigerato Momart [per chi non lo sapesse, si tratta di un locale mooolto frequentato, soprattutto da studenti universitari rigorosamente fighetti, in una zona a metà strada tra Luiss e La Sapienza], a mangiare una pizza con i miei genitori, mio fratello, mio cugino e un suo amico, peraltro palesemente disadattato. La serata procedeva piuttosto normalmente, fra le tante cazzate del sopracitato cugino su cui vale la pena soffermarsi un attimo in un breve ma significativo profilo psicologico: questo piccolo - anzi, no: MINUSCOLO - uomo è laureato in giurisprudenza da sei anni e, in tutto il tempo fino ad ora trascorso, mi è parso molto impegnato nella bella vita romana [gentilmente offerta da due genitori che vorrei definire idioti ma che definirò tolleranti] ma non altrettanto impegnato nella preparazione degli svariati concorsi sostenuti e conclusisi sempre in un puntuale fallimento, diversamento definito come "ingiustizia" o "vanno avanti solo i raccomandati" [ch'è senz'altro vero ma impegnarsi un tantino sarebbe comunque consigliabile]. Dunque, dicevo: la serata procedeva normalmente, fra una sbruffonata, una risata forzata e un po' di sana ipocrisia. Poi il discorso, come spesso accade, è andato oltre e ha preso una piega ben precisa e molto ma molto patetica. Riporto più o meno fedelmente il nucleo della conversazione qui di seguito e una
breve legenda introduttiva.
BREVE LEGENDA INTRODUTTIVA:
1. CC sta per Cugino Coglione;
2. MO sta per Mirabile Ofelia;
3. FI sta [no, non per Forza Italia, e nemmeno per Firenze] per Fratello Idiota [parzialmente giustificato dai suoi miserabili quattordici anni];
4. PC sta per Padre Cerebroleso.
Ed ecco l'attesa conversazione:
CC: Che poi io ti ammiro per gli sforzi che fai, perchè studi, t'impegni e cerchi di costruirti una cultura.
MO: Mm.
CC: Però sappiamo bene tutti come andrà a finire.
MO: Ti prego. Illuminami.
CC: Ma sì, su, lo sai anche tu che finirai a casa ad accudire marito e figli.
MO: Mm.
FI: Col grembiule e la pinza in testa, a girare la minestra col mestolo.
CC: E' il destino di tutte le donne, questo.
MO: Mm.
CC: La naturale conclusione di qualsiasi percorso di vita femminile [mio cugino non parla così bene, per la cronaca: gli sto dando una gran bella mano, in questa sede].
MO: Mm.
CC: Tu studi e ti fai una cultura, il che è apprezzabile, ma il tuo posto è il focolare domestico dove il massimo che potrai dire sarà... non so...
PC: "L'hai comprata la cipolla?"
Commovente, vero, l'intervento paterno?!
CC si gira a guardarmi [sono seduta accanto a lui, ahimé] con sguardo furbo e cretinescamente spermatozoico, tipico del lombrico umano che si crede un gran pezzo di maschio latino, poi mi fa': Ho ragione o no?
MO: Guarda, non vi sputo in faccia giusto perchè siete tutti e tre miei parenti, e anche perchè sprecherei soltanto saliva. Ma è come se l'avessi fatto.
CC: Ma cos'è questa amarezza? Perchè non replichi, non parli, non discuti?
MO: Io? Con te? E da quando in qua la gente intelligente perde tempo a parlare coi minorati mentali?
CC: ...
FI ridacchia ma è come se un maialino da latte rantolasse [il suono era identico a come io immagino il rantolo di un maialino da latte (perchè io passo il tempo a immaginare i rantoli delle varie specie animali, nel caso ne foste all'oscuro)].
PC ingoia il rospo e sa perfettamente che lo attendono giornate di feroce guerra civile [tutt'ora in corso].
E, in una situazione di tale gravità, mia madre tace, dopo aver assunto il tradizionale sguardo dello stoccafisso in casseruola [che non sto qui a descrivere ma che - credetemi - può essere molto ma molto snervante, specie in certe circostanze].
E poi la gente mi viene a parlare di emancipazione femminile. Non la fanno mica il puttanaggio selvaggio, la pillola anticoncezionale, i bikini succinti e i California Dream Men, l'emancipazione femminile. Anzi.

Ad ogni modo, dovrei caricare le foto che ho scattato in Spagna ma non ne ho grande voglia, soprattutto perchè dovrei mettermi lì e sforzarmi di capire come s'inseriscano le foto nel post senza sconvolgere il testo e tutto quanto. Il che, per una povera donnina indifesa come me, potrebbe implicare uno studio matto e disperatissimo lungo ore interminabili, e non necessariamente destinato al successo. Eh.
E pensare che sono sempre stata maschilista, io.


Ho bisogno di sfiorarti per sbaglio e di arrossire. Ancora, dopo tutto questo tempo.
There's no room where I can go and you've got secrets too.
 
Tutto sommariamente presunto da Ofelia ,
con 21 superflua/e manifestazione/i d'interesse, sovente opinabile/i