16.2.06,7:04 nachm.
Vedrai, vedrai che prima o poi mi ritroverai sola e ghiacciata e ciononostante felice di non poterti più amare...
ON AIR: Minuetto, Mia Martini
Beh, che c'è? Sì, riesco a stare bene con me stessa [davvero? e da quando?] anche ascoltando quella roba lì. Che mi piace pure parecchio, anzi. E punto e a capo.
Economia aziendale. Andata. Certo, non con la lode e il succhiotto accademico: ho avuto il mio bel ventidue ma, per quanto ero in grado di fare, mi sento più che soddisfatta di me stessa. E punto e a capo, ancora.
Io mi sento serena. Per quanto possa sembrar[ti]e strano, io mi sento serena. Perchè lo so, e sto tranquilla.

roma
dodici febbraio
duemilasei
ore dodici e quarantanove a.m.
NON CHE IO NON SIA FELICE. PER QUANTO PARADOSSALE RISULTI LA VICINANZA DELL'AGGETTIVO "FELICE" AL MIO NOME. NON POSSO DIRE DI NON ESSERLO. O ALMENO NELLA MISURA IN CUI HO PERCEZIONE NONCHE' PARTECIPAZIONE DELLA SUA ESISTENZA. A ME BASTA. ORA COME ORA. MI BASTA SAPERE CHE VIVE O MAGARI VEGETA. SAPERE CHE IO GLI VOGLIO QUESTO BENE QUI, QUESTO BENE UN PO' STRANO, QUESTO BENE CHE MI SI PROSPETTA INSOSPETTABILMENTE INCONDIZIONATO.
ore una e ventiquattro p.m.
E' DIFFICILE SPIEGARE. QUEL SINCOPATO BENESSERE CHE CI SI CONCEDE NELL'ESSERE SOLI SENZA PIU' SENTIRSI DAVVERO SOLI. PER LA SOLA CONSAPEVOLEZZA DI CONOSCERE UN'ESISTENZA TANTO RASSICURANTE. NEL SUO FLEBILE MANIFESTARE LEGAMI ED INSTANCABILI GIUSTIFICAZIONI DEL NOSTRO RECIPROCO ESSERE INSIEME. TU MI DAI AMORE. NON LO SO, SE LO SAI, NON LO SO. PERO' M'INIETTI AMORE, OGNI VOLTA CHE TI SENTO CONTENTO/OGNI VOLTA CHE HAI BISOGNO DI ME/OGNI VOLTA CHE MUOVI GLI OCCHI IN UN CERTO MODO, COME SE FOSSERO SOLO MIEI/OGNI VOLTA CHE LA TUA PANCIA RESPIRA LA NOTTE CONTRO LA MIA SCHIENA/OGNI VOLTA CHE TI STROPICCI GLI OCCHI E POI SORRIDI. TU SEI L'AMORE. QUELLO CHE LA MIA PAURA IRRAZIONALE, DI TUTTO, DEL MONDO, NON SA TEMERE. E NON E' FACILE SPIEGARE, LO RIPETO, MA E' COME SE DOVESSI TRACCIARE PAROLE PER NON LASCIARE SFUGGIRE LA MERAVIGLIA DI SAPERTI VIVO ED UGUALE A TE. L'UNICO CRUCCIO E' NON RIUSCIRE A DIMOSTRARTI TUTTO QUANTO. L'UNICO MIO CRUCCIO E' LA NATURALE INCLINAZIONE AD ARROCCARMI IN UNA TRISTE BOMBONIERA DI PUDORI INSOLITI ED INSOLITE INSICUREZZE. IO VORREI SEMPLICEMENTE POTER DORMIRE CONTRO DI TE SENZA SOFFRIRE IL TIMORE DI UNA TUA EVENTUALE FREDDEZZA. VORREI POTERTI CHIEDERE DI ABBRACCIARMI SENZA PIANGERE FIN DA SUBITO L'ORRORE DI SENTIRMI IN OGNI CASO PATETICA E BAMBINA. NON SO COS'E', E NON CREDO SIA INTERAMENTE COLPA TUA. ALLE VOLTE PIANGIAMO DI UN DOLORE CHE ANCORA NON SAPPIAMO DOLORE. IO MI DIVERTO A MORIRE. PER POI RINASCERE SEMPRE. SOLO CHE IO NON LO DICO TANTO PER DIRE, CHE SEI IMPORTANTE. CHE TI ESIBIREI IN GIRO ED ANDREI DAPPERTUTTO A DICHIARARE PUBBLICAMENTE CHE SONO ORGOGLIOSA DI TE E TI TROVO MAGNIFICO, MAGNIFICO DAVVERO. CHE LA TUA IDEA DI ME, DEL MONDO, E' SEMPRE QUELLA PIU' IMPORTANTE. CHE VORREI SPACCARTI LA TESTA IN DUE E TROVARE IL PIANO MOBILE SU CUI MI HAI COLLOCATO, COMUNQUE CONVINTO DI NON DOVERLO MUOVERE MAI. IO LO SO CHE MI VUOI BENE COME SI PUO' VOLER BENE A POCHE PERSONE, IN TUTTA UNA VITA. LO SO, LO SENTO, LO VEDO. IO LO SO CHE NON RIUSCIRESTI MAI A RINUNCIARE A ME. E STO DOPPIAMENTE BENE, PERCHE' GIA' MI FA SENTIRE BENE IL SOLO FATTO DI PROVARLE IO, PER TE, QUESTE COSE. CERTE VOLTE MI BASTA PENSARE AL FATTO CHE STAI RESPIRANDO, QUI O LI' NON IMPORTA. ALTRE VOLTE MI SERVIREBBE DI AVERTI QUI, VICINO, PER DIRTI E VEDERTI NELL'ATTIMO IN CUI E' NOI. ALTRE ANCORA NON VORREI CHE TENERTI IN ME FINO A FARTI CAPIRE CHE NON C'E' POSSIBILITA' DI REVOCA ALLA PERFEZIONE DEGLI SGUARDI CHE S'INCASTONANO. IN OGNI CASO CI SEI. E NON PERCHE' SI CAMPA DI COTTE E SI TIRA AVANTI COSI'. E NON PERCHE' SEI UNA ALTERNATIVA DIGNITOSA E SEMI RISOLUTIVA AL NULLA DEI MIEI TRAUMI PERBENE. TU SEI IMPORTANTE, FONDAMENTALE, IN UNA MANIERA IMPONENTE E RASSERENANTE CHE SFUGGE ALLA MIA LODEVOLE CAPACITA' DI COMPRENSIONE. DOVRAI LAVARE LA TUA CARNE DI BIMBO CRESCIUTO CON L'ACIDO, QUELLO PIU' LETALE CHE HAI, PER STACCARMI VIA. E NON SI TRATTA DI UNA MINACCIA, NO. E' LA PROMESSA PIU' BELLA CHE MI VIENE IN MENTE. E' LA PROMESSA PIU' DOLCE.
DORMIRE.
SEMPRE.
CON.
TE.

SEMPRE
SEMPRE.
Sigh e sob.
Accesso a beni mobili ed immobili. Norme costituzionali di equilibrio macro economico. Trattati CE.
Sono sempre fatti tuoi.
 
Tutto sommariamente presunto da Ofelia ,
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3.2.06,4:18 nachm.
Pestando il piede sulla morale o del come mi piace sempre meno vestire panni etici che vanno e vengono e la morale non esiste e punto e basta...
ON AIR: Aver paura d'innamorarsi troppo, Lucio Battisti
Il mio commercialista di fiducia, il tizio che mi aiuta a preparare l'esame di economia aziendale, dice che non avrò grossi problemi e che riuscirò a passare l'esame: ora, al di là del fatto che dubito abbia doti da veggente o che, mi pare comunque abbastanza confortante. L'unico problema sta nel fatto che io, di mio, non sono affatto sicura che sarò in grado di sostenere l'esame con profitto. Ad ogni modo, staremo a vedere.
Sto diventando piuttosto noiosa, ultimamente. Sì, lo so.
Sarà un mese che non mi sveglio di notte sapendo che, se mi volto, lo vedo dormire [perchè, per sentirlo russare, non c'è mica bisogno di voltarmi]. E' piuttosto patetica, come cosa, ed io ne sono consapevole: ciononostante, è da qualche giorno che ci penso e mi auto intenerisco e sorrido a me stessa e quant'altro.
E' meglio che la me di oggi taccia. Davvero, è meglio.
Domani mattina, Eurostar alle nove e quarantotto con arrivo previsto per le due e mezza del pomeriggio: si torna a Roma, alla mia cucina, al mio posacenere nuovo con la coccinella, al letto troppo piccolo, alla difficoltà di convivere con gente TROPPO diversa, ad un mondo che non vuole diventare mio. Nonostante, mio, lo sia già.
Voler restare e invece andare via.
 
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1.2.06,4:19 nachm.
Dunque, c'è che un giorno ho deglutito la mia lucidità e di recuperarla non se ne parla...
ON AIR: You don't care about us, Placebo
Mi rattrista infinitamente la consapevolezza che, al mondo, esistano tanti commercialisti. E che la gran parte di questa gente tristissima abbia almeno un figlio iscritto presso la facoltà di economia della prestigiosa Luiss Guido Carli dei miei coglioni. Il che mi pone in una condizione critica: mio padre non è un commercialista, no, ma studio presso la facoltà sopracitata. Cioè, se fossi una persona coerente e soprattutto preoccupata di sembrarlo, avrei già dovuto abbandonare da tempo quell'acquario di squali nonché fossa di leoni e andarmene in eremitaggio in Islanda, per sei mesi, a ballare sul ghiaccio con una confezione di Imodium formato famiglia. L'unico problema è che la coerenza è, per me, un'idea decisamente sopravvalutata ed apparire coerente non rientra tra le mie preoccupazioni fondamentali, e neanche tra quelle secondarie, perciò penso che rimarrò in quella gabbia di matti, a vantarmi di averlo anch'io, l'orifizio più ombroso firmato da Gucci e compagnia.
Che altro? Stamattina ho aperto gli occhi al nuovo giorno con un'emicrania lancinante post [mezza] sbornia, ho preso un Aulin a stomaco vuoto e poi ho iniziato a studiare. Fatto sta che ho smesso dopo quindici minuti, per immergermi fino ai capelli dentro una sorta di coma neuronale, con tanto di occhio vitreo e inizio di dislessia. In parole povere, sono rimasta assorta nel vuoto pneumatico totale per qualcosa come un paio d'ore, prima di rendermi conto che dovevo darmi una mossa con quei quattro simpaticissimi capitoli che mi ero prefissata di studiare fino all'ora di pranzo. Ho concluso, poi, e questo è innegabile, ma mi ha spaventato la mia capacità di catalessi auto indotta. Tutto qua.
Ho scoperto che mia madre e mio fratello hanno tutti e due un bel soffio nel cuore. E' successo oggi, mentre facevo colazione, tentando di capire se la trasmissione mattutina di Maurizio Costanzo ha un senso autentico, oltre alla preventiva e terapeutica diminuzione di attività cerebrale. Insomma, così, di punto in bianco, mia madre ha sparato la novità, anzi: le due novità. Io ho continuato a mangiare, biscotto dietro l'altro, e le ho dato della deficiente. Perchè vuole morire, per poi constatare, da morta, di essere stata molto malata. Brrravisssima.
"NON FARE POMPINI AI SOLDATI
POSSONO ESPLODERE..."
[da Consigli a un'amica, Stefano Benni]
E adesso devo andare a studiare: mi toccano tre capitoli, tra gestione del personale e funzione di controllo e figura imprenditoriale, e un bel bilancio con tanto di IVA carina carina. Yuppi ya yeah.
Apocalisse a Dresda. Sarà mio.
This degeneration, mental masturbation.
 
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