24.6.07,6:35 nachm.
Ho comprato dei meravigliosi cerotti junior con tanti panda acrobati e no, non sono Huxley e non faccio uso di acido lisergico...
ON AIR: A piece of my heart, Janis Joplin
Questo caldo boia mi sta distruggendo, sul piano fisico e mentale: credo che la mia pressione abbia raggiunto pedici spaventosi e - non credo - sono matematicamente certa che le mie facoltà intellettive stiano risentendo in modo drammatico di questo clima esiziale, il che non è affatto un bene dal momento che sto preparando non uno ma ben due esami [scienza politica ed economia politica: detestabilissimi entrambi, a mio modesto (?) parere]. Si aggiunga che dormo poco e male [e il caldo è, anche in questo caso, un fattore determinante], per cui la mia salute - in senso globale - sta crollando miseramente ed io, dal canto mio, non posso che dare forfait. Ebbene sì, miei cari: la vostra eroina preferita [che poi sarei io, nel caso non fosse già nitido e cristallino e sotto gli occhi di tutti] propende largamente verso soluzioni di completa apatia psico-fisica, e ben più dell'usuale.
Non so a voi ma a me piace Francis Scott Fitzgerald. Sarà che subisco il fascino degli anni ruggenti [gli anni '20, per i profani (e dico "profani" per non dire "ignoranti")], sarà che sono sempre stata attratta dalla morbosa subordinazione che Fitzgerald nutriva nei confronti di sua moglie Zelda, sarà che sto perdendo il ben dell'intelletto... fatto sta che mi è piaciuto un romanzo così normale, tutto sommato, così poco sanguinolento e/o inaccessibilmente profondo e/o drammatico [anche se, ora che ci penso, drammatico lo è, eccome (questa potrebbe essere una spiegazione? mi è piaciuto perchè è sottilmente drammatico? questo è un blog, cazzo, non una seduta di psicanalisi!)...] e/o clamoroso e/o qualcosa come incestuoso [prevedo un netto incremento di visite casuali da parte di depravati, da oggi in poi (ah, per caso qualcuno saprebbe spiegarmi com'è che trovo eccitanti - a livello onanistico - le situazioni di incesto? --> altro boom delle c.d. visite casuali)]. Insomma, ho perso il filo del discorso.
Ad ogni buon conto, credo che mi appropinquerò alla Woolf. Sì, so di essere sempre stata molto reticente, nei suoi confronti, ma adoro il film The Hours [anzi, dire che lo adoro è semplicemente limitativo, quasi un eufemismo] e non posso esimermi dal leggere quantomeno La signora Dalloway. Devo capire: ho bisogno di capire, forse. Però, prima di lanciarmi a capofitto nella nuova avventura letteraria [riesco a risultare antipatica persino a me stessa, alle volte], ho deciso di intermezzare con una full immersion nelle strisce del mio alter-ego dotato di coscienza civica: la mitica, insostituibile Mafalda di Quino. Siamo una cosa sola, io e lei.
Poi. Poi domani torno a Roma. Il che significa treno, viaggio - certamente - disumano, stazione Termini piena di gente [e di zingari, quel popolo così simpatico (e non venite a dirmi di non fare di tutta l'erba un fascio perchè il fascio ve lo rovescio in testa, rattristandomi del fatto che, essendo di erba, non può avervi fatto del male)]. Il che, però, significa anche metro, trenino [ciuf ciuf] e la persona giusta, disgraziatamente giusta. Significherà anche altro, chiaramente: esami, per esempio, e tante forzature che in qualche modo dovrò fronteggiare ma, per ora, non voglio pensarci.
E poi ci tengo a precisare che mi vado benissimo così come sono. Grazie tante.
Ah, Philip Glass. Philip Glass e le cose morte. E ho detto tutto, à la Peppino De Filippo [che dio l'abbia in gloria, per davvero]. Perchè io, quelle cose morte, posso toccarle.
E' tutto. Noi ci rivediamo domani, se vorrete, alla stessa ora.
Take it! Take another little piece of my heart now baby.
 
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21.6.07,3:34 nachm.
Io voglio sparire ma non posso e, nello stesso momento in cui so di non potere, io sparisco per davvero...
ON AIR: Un matto, Fabrizio De André
Non ho più voglia di pensare a cosa sia giusto dire o fare: ho voglia di dire quello che mi passa per la testa e sapere che non sarà frainteso, che sarà accettato e magari benvoluto, che le relazioni con la mia persona non si concluderanno sempre con una furiosa caccia alle streghe [alla strega, nello specifico (massacratemi, massacratemi pure)]. No, non sono autoindulgente: riesco a vedere le mie colpe, le mie mancanze, i miei limiti anche [per quanto pochi e mooolto circoscritti, essendo io clamorosamente perfetta], ma non credo di meritarmi tutto questo cervellotico esercizio di stile, questo assoluto vuoto di senso che si vuol far passare per qualcosa quando in realtà è nulla, vuoto, per l'appunto. Le persone non cambiano, persino i cambiamenti più evidenti, nella realtà dei fatti, non sono che impercettibili, però è vero che le persone fluiscono, scorrono quasi, a volte così rapidamente che provare a bloccarne il movimento è impossibile: nella maggioranza dei casi, bisogna lasciarle andare e continuare a fluire per conto proprio e, in altri, bisogna sporgersi un po' di più, sforzarsi di mettere un paletto al moto perpetuo, e sperare che si riveli abbastanza solido. Posso provarci, posso provare a sporgermi un po' di più, e lo farò, perchè lo voglio e sento di doverlo fare, ma non sono disposta a sentirmi inadatta. Io mi porto dietro tutta me stessa, persino l'orrore, sempre: non rinuncerei mai a me, a quello che sono e a quello che sono stata e, forse - e dico forse - non sono più, e, pur lasciandomi scorrere come qualsiasi altro essere umano [perchè lo sto facendo, sul serio], non ho intenzione di sentirmi insopportabile o repellente. Sì, so perfettamente che nessuno mi ha mai definito "insopportabile" nè tantomeno "repellente" ma essere associati a certi tratti da tragedia greca, per quanto reale e veritiero possa essere, non fa certo bene all'autostima e non aiuta a sorridere di spensieratezza. Eppure. Eppure io ci riesco ugualmente, e anche molto più spesso di molti altri. Guarda un po' il caso.

Così. Ti cerco. E grido forte. Da in mezzo al mondo.

***
La gente sta male, come direbbe Manuel Agnelli. Sì perchè Shiny Stat mi rende possibili alcune scoperte di portata clamorosa, dal punto di vista sociologico: cresce la mia consapevolezza del genere umano, proprio grazie a Shiny Stat e a quanto mi permette di scoprire. Mi spiego meglio: qualcuno [e mi piacerebbe davvero sapere chi] è approdato presso gli sconfortanti lidi del mio blog digitando combinazioni di parole quali: biondina viziata vogliosa, commercialisti mondo di squali [e qui non c'è da scandalizzarsi, anzi], dio salvi i procioni [vero, che dio li salvi], donne sull'orlo di una crisi di cazzo, età prima sega [se l'interessato è ancora effettivamente interessato ad una risposta, io direi che i cinque/sei anni sono un'età abbastanza plausibile per le prime forme di onanismo], essere inculati [oh sì, quale immenso piacere], letteratura giapponese cibo sesso [il tizio in questione, qui, mi pare un po' confuso e indeciso su quale interesse meriti la priorità], mi piacerebbe filmarmi [buono a sapersi], non riesco a studiare diritto privato [e ci sono passata anch'io perciò comprendo lo stato di devastazione psicologica], ofelia il cazzo [qualcuno mi vuole male (o bene, a seconda dei punti di vista)], pompini e succhiotti [sì, a volontà], il sempre verde porca madonna e la meno conosciuta porca merda parabola [non credevo la Bibbia contemplasse anche roba del genere], puttanelle al liceo [classico ed intramontabile], sfondami [un desiderio più che legittimo, dopotutto], sventrate da cazzi [qui andiamo sul macabro], tette di thora [credo Thora Birch, le cui tette interessano persino me perciò non esprimerò giudizi di merito] e, dulcis in fundo, controlli ginecologici da vedere gratis porno [tra tutte, la mia preferita]. Ah, poi avrò ricevuto qualcosa come cinquecento visite attraverso google ma la parola chiave è images ed è in blu per cui la mia fenomenale ignoranza informatica m'impedisce di comprendere. Sì, è una formale richiesta d'aiuto.
Beh, per quanto riguarda il resto... boh, il resto mancia.
Gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro.
 
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20.6.07,7:52 nachm.
Ma perchè, con tanti mondi più evoluti, io sono dovuta nascere proprio in QUESTO?, si domandò Mafalda ed io con lei...
ON AIR: Stay, Elisa
La verità? Vuoi la verità? La verità è che io non esisto perciò il problema neanche si pone.
No, io non sono pazza. Non sono neanche particolarmente triste. Sono solo troppo intelligente per questo mondo qui. E per questo genere umano così puntualmente mediocre e deludente.
E poi capitano quei giorni insoliti, quelli in cui senti distintamente, in modo assoluto, che dovrebbe cominciare a piovere. Quei giorni - hai presente? - in cui sai perfettamente che soltanto la pioggia potrebbe lavare via tutto, tutto questo sporco accumulato negli angoli degli occhi e sulla punta delle dita.
Che, a pensarci bene, io non lo so mai - proprio mai - come mi sento. Lo capisco sempre dopo, magari in ritardo, che, in quel momento lì, mi sentivo triste o disperata o incredibilmente felice.
Ma sai che forse il problema sta proprio lì? Forse dovrei soffermarmi di più, sui miei stati d'animo: immortalarmi nell'esatto momento in cui mi pulsano dentro, sviscerarli e pretendere la giusta reazione, mia e del mondo, ogni volta. Forse dovrei impegnarmi a conoscermi meglio e, soltanto dopo, assurmermi la bega di volermi anche bene, magari più del minimo indispensabile per sopravvivere. Ma forse, semplicemente, non fa per me e neanche mi piacerebbe. No che non mi piacerebbe.

Rido. Rido perchè, prima o poi, porterò a termine il mio piano non scritto, il mio piano non detto, il mio piano inconscio: farò il deserto, intorno a me, e il vuoto pneumatico si stenderà a perdita d'occhio, circondando la mia persona come solo il bozzolo più definitivo può fare. Non importa se l'avrò voluto o meno: sarà così, lo so. Perchè è così che deve andare.

***
APPUNTO VELOCE DA GIARDINO BAUDIANO [da rivedere e correggere]:
L'atto sessuale non finalizzato alla procreazione è solo un incastro. Sicuramente gradevole, a tratti godurioso, ma un puro e semplice incastro: nient'altro. Per l'uomo, sottende la banale ricerca di un confortevole orifizio nel quale eiaculare la propria drammatica bestialità. Per la donna, consiste nella scelta masochistica di lasciarsi invadere trionfalmente dalla brutalità di un tipico animale da letto. E non esistono pretese di emancipazione sessuale: la donna cede al rito ancestrale della penetrazione.
***
Vorrei tanto sparire.
Eppure.
And you've been and you will be a part of me.

 
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18.6.07,4:50 nachm.
When you're alone and life is making you lonely you can always go downtown...
ON AIR: E' delicato, Zucchero
Breve parentesi: vorrei che si tralasciasse la mia disperata full immersion nel mondo di Zucchero, grazie.
Sono tornata in Calafrica, qualche giorno fa: fortunatamente sarà un periodo breve e - spero - indolore, perchè fra una settimana sarò di nuovo in quel della capitale. E, a dio piacendo, dovrei rimanere ferma per un mesetto abbondante, senza scossoni italo-calabresi di varia natura e genere [che so... visite a sorpresa di familiari illusi, presuntuosamente convinti di assurgere al ruolo di apportatori di benessere nella desertica esistenza romana che sono solita vivere (e con sommo godimento, grazie tante), povera io]. Parte il conto alla rovescia, insomma, e poi sarò salva.
Quanto alla mia vita universitaria, direi che non mi posso lamentare: l'esame di sociologia economica [con l'esimio prof. Luciano Pellicani (l'uomo che amo, con cui farò la tesi e anche l'amore, che mi ha salvato dall'odore stantio del mondo ritual-accademico), sempre sia lodato] è andato magnificamente. Trentaelode, dopo una spettacolare discussione a due [a due partecipanti, sottolineo] su Nietzsche, "la follia come ragione del singolo" [e chi sa di chi è questa vince un bel premio], la scienza moderna e lo sviluppo sostenibile. E' stato bellissimo, e non poteva essere diversamente: io gli sono devota, e non dico per dire.
Per non parlare dei miei progressi artistico-culturali, nient'affatto trascurabili: sono stata ai Musei Vaticani, signore e signori. Cappella Sistina, stanze di Raffaello, appartemento Borgia e quant'altro [tralascio il museo egizio, scrivendolo appositamente in lettere minuscole, perchè ho sempre trovato la civiltà egizia molto poco attraente]. Il tutto, in compagnia dell'eroe romantico inesistente [cioè, di esistere esiste, eh: è solo che non è un eroe romantico, perlomeno non nel senso stretto del termine (può andare? è un'espressione della Plath, perdio: io non ci avrei mai pensato, ad un eroe romantico inesistente, però mi piace, e gli calza a pennello, giuro), e allora chiudo questa parentesi che sto iniziando ad avvertire i primi sintomi del mal di mare], del suo sudore e della sua perplessità nei confronti delle doti pittoriche di Raffaello Sanzio. E' un provocatore, l'ho sempre saputo [non Raffaello, eh, anzi]. Ad ogni modo, è stato bello, in un modo silenzioso ed evidente al contempo che, rischiando per più di una volta di sentirmi felice, ho avuto paura di essere appariscente, di dare spettacolo solo nell'indossare un sorriso esagerato, esageratamente sereno. E non ne esistono di paure più belle - no, non ne esistono.
Tienimi con te. Fino alla fine del mondo, tienimi con te.
Solo io ti aggiusto il cuore.


 
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4.6.07,11:53 vorm.
Rimane solo il tempo di rendersi conto che l'amore non esiste - no, certo che no - però te lo ritrovi sempre davanti agli occhi...
ON AIR: Così celeste, Zucchero
Il problema è che io non ci capisco più niente. Della mia vita, dei miei disagi esistenziali, dei miei sentiment[alism]i, delle mie piccole tragedie greche quotidiane, dei miei gusti, dei miei dissapori, delle mie pigrizie, dei miei impulsi fisiologici... praticamente, di tutto. E la soluzione - finale, alla maniera hitleriana, perdio - è fermarsi, guardarsi intorno e mettersi ad urlare mentre tutto quanto fluisce e, magari, decide di sparire avviandosi verso l'orizzonte lontano delle mie molte personalità passate. Ho sempre saputo, nella mia vita, che cosa volevo essere e che cosa non volevo essere: al momento, francamente parlando, barcollo tra una decina di modelli comportamentali differenti, annaspando alla sola idea di ritrovarmi con in bocca parole che non avrei mai sognato di dire e che, ciononostante, sono diventate insospettabilmente mie. Ho paura di tradirmi, forse, oppure ho paura di tradire l'idea di me che qualcuno si è fatto. Il punto è che io non esisto.
Ad ogni modo, scrivo da casa del mio principe azzurro [oddio, dubito del fatto che lui riesca a vedersi in questa definizione ma tant'è, e io non posso farci proprio niente] quando dovrei essere in giardino [lo elevo al rango di giardino, suvvia] a studiare, inondata dalla luce abbagliante del sole romano: adoro stare qui, adoro sapere che - dopo il lavoro - tornerà a casa, adoro che i gatti sonnecchino e miagolino sul divano, adoro questa sedia verde e questa tastiera incredibilmente rumorosa, adoro il cinguettio degli uccelli [ecco, non avrei mai immaginato di poter dire qualcosa del genere], adoro la libreria piena di mattoni colorati che recitano roba tipo: C++, Java, Flash MX e quant'altro, adoro la pentola a pressione, adoro tutti quegli stracci, adoro il bagno ricoperto di umido, adoro i mobili da giardino nuovi, adoro i vicini impiccioni, adoro le erbacce intorno all'albero, adoro stirare tutta quella robaccia mimetica e adoro dormire sapendo che mi basta girarmi per vederti [a volte posso anche rimanere di spalle, tanto ti sento forte e chiaro]. Però - e il però è molto grosso, direi: ingombrante - detesto - e non è poco dire che io DETESTO - una parte del tuo passato più o meno recente, in cui io non esisto, in cui non ti riconosco, in cui non mi piace quello che sei stato, in cui LEI è stata importante. Per questa ragione, detesto tutto quello che la riguarda, indistintamente: tutto. Potrà sembrare stupido, poco razionale, infantile anche, e probabilmente lo è, ma non me ne frega niente: tu sei la mia serenità, anche se serena non lo sono stata mai, nella mia vita. Perciò tu devi toccarmi, farmi sentire che sei vicino e poi convincermi che non sei temporaneo, non sei provvisorio, non sei effimero: sei tu e sarai sempre e solo tu.

- Non vedo perchè dovrei sparire.
[infatti, infatti. rimani. non sparire. non so che mi salta in testa, alle volte. rimani]

Che altro? Ho le mutandine stese fuori e, fino a quando non saranno asciutte, sarò Sharon Stone in Basic Istinct in versione casalinga mooolto disperata, con tanto di pigiama, il tutto in formato mignon. Ma, da questa faccenda, ho tratto un valido insegnamento: è sempre molto importante portarsi dietro una montagna di mutandine, se non si ha la gestione assoluta della lavatrice. Ed è molto gratificante crescere dentro grazie ad esperienze come questa.
E qui concludo.
La corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!
E c'ha ragione, c'ha. Pover'uomo.
Lei lo fa come avesse sete.
 
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