17.5.06,11:56 vorm.
Alterazioni psicosomatiche: suicidando traumi, nel tram tram vano dell'ennesima sfida al mondo...
ON AIR: When the sun goes down, Arctic monkeys
Alle volte, può capitare che sia persino piacevole, sentirsi tristi. Non lo dico per trovare una consolazione, ai miei stati d'animo: lo dico perchè c'è un che di profondamente dolce, nella malinconica consapevolezza che la vita ce l'hai tutta dentro, non davanti, e la vita sei tu, dio cristo, e non pensare sempre ch'è tutto da vedere barra non c'è via di scampo barra senti puzza di fine barra questo è abbastanza e questo non è affatto sufficiente. E poi capita che certi libri aiutino, come Castelli di rabbia [Baricco], che ha scatenato, e Lo straniero [Camus] che lascia sedimentare. Potrebbe anche essere tutto perfetto, a ben vedere, e potrebbe anche essere tutto fottutamente sbagliato: non ha grande importanza. Alla fine, dipende tutto quanto dagli occhi con cui ti guardi intorno e gli occhi sono collegati al cervello e, probabilmente, sarebbe preferibile che le immagini divenissero effetto degli impulsi cerebrali, e non causa. Ed io passo ore a parlare a me stessa, coi gomiti posati sul davanzale della finestra in cucina: Lilli, guarda quanto sono belle le stelle... Lilli, pensa in che fortuna ti è successo d'inciampare... Lilli, pensa a quanto bene sei capace di volere... Lilli, soffermati sulle luci accese, sui balconi... Lilli, respira, non svenire, respira...
Non mi sono rincoglionita. E' che sto cercando di ritrovarmi.
Avrei voglia di autunno: foglie gialle, adagiate sul cemento, venti tiepidi, giornate perennemente morenti, dolcezza, colori sfocati. Avrei voglia di autunno perchè l'autunno è amore in potenza, in bilico, sempre sull'orlo di esplodere. Ed io amo l'autunno e odio l'estate, con le sue ostentazioni, coi suoi caos forzati e lo squallore del mare insudiciato da troppe felicità egoiste barra simulate. La primavera è una bugia, invece. E l'inverno è la bellezza autunnale che si fa atto, e perciò delude.
E-Q-U-I-L-I-B-R-I-O.
La cosa divertente è che mi trovo simpatica.
Because she must be fucking freezing.
 
Tutto sommariamente presunto da Ofelia ,
con 5 superflua/e manifestazione/i d'interesse, sovente opinabile/i
8.5.06,8:22 nachm.
Infilarsi negli internet point più sudici, al solo scopo di non sprofondare nel paradiso di chi si dimentica d'esistere...
ON AIR: Perfect day, Lou Reed
"... Muta: questo era stupefacente. E lenta di un movimento non suo.
Presa per mano dall'acqua - qualcuno la butterà infine su due rotaie perchè esploda la sua rabbia ai cento all'ora, violentando la pigrizia dell'aria. Un animale, si sarebbe potuto pensare. Una bestia feroce rubata a qualche foresta. Le corde che le segano i pensieri ed i ricordi - una gabbia di corde per farla tacere. La dolce crudeltà del fiume che la porta sempre più lontano - ci sarà alla fine una lontananza che diventerà la sua nuova casa - riaprirà gli occhi e avrà due rotaie davanti per sapere dove scappare - da cosa, questo non lo capirà mai.
Saliva lentamente il fiume, Elisabeth, legata sul ponte di una chiatta. Un gran telone la nascondeva al sole e agli sguardi. Nessuno poteva vederla. Ma tutti sapevano che sarebbe stata bellissima..."
CASTELLI DI RABBIA
Alessandro Baricco
E' che, alle volte, riaffiorano certi pensieri strani: m'incupisco spesso, ultimamente. E' come se perdessi il legame con la realtà che sto cercando affannosamente di costruirmi intorno: io sto provando ad emergere in superficie, con tutto il coraggio che può vantare una codarda schifosa quale io sono. La superficie che vedo non mi convince, no, però c'è dell'ossigeno - ce n'è per davvero - ed i colori del mondo sembrano persino più nitidi. Trascorrere la vita ad annegare nei propri traumi, negli shock del nonsenso di una crescita innaturale, è la peggiore delle alternative all'idiozia: mio malgrado, sono costretta ad ammettere che scegliere di vivere immersi a testa in giù nella propria depressione patologica non è l'unica alternativa ad una vita mediocre. Il punto è che non è affatto semplice. A intervalli regolari, con puntualità spietata, c'è sempre un'immagine violenta che torna a turbare ogni minima parvenza di stabilità: io detesto ogni singolo attimo del mio passato, io detesto ogni singola pillola, io detesto ogni singolo silenzio, io detesto ogni singolo taglio, io detesto ogni singolo sorriso d'amore simulato. Mi ritorna in bocca il sapore acido dell'odio che morde allo stomaco e inietta la disperazione più nera nel cervello... e non mi frega un cazzo se non è dignitoso piangersi addosso: ho passato buona parte della mia esistenza a dissimulare squilibri, forzandomi di non morire al primo sguardo distolto, ed ora m'attribuisco tutto il diritto di cantarmi la ninna per addormentarmi. Ci sono troppi angoli polverosi, in ogni stanza in cui mi capita di entrare: le mie pareti sono unte d'indifferenza - cronica, indifferenza - ed io non ce la faccio ad impedire a me stessa di tentare di squarciarla, strappare quella stupida carta da parati, sbatterci contro il naso per vedere fino a che punto il mio sangue riuscirebbe a macchiarla.
E poi sono così stanca di inseguirlo: stanca di sentirmi inadatta, di bloccarmi le mani, di deglutire angoscia al solo pensiero di potergli fare una carezza. Non ne posso più del dolore acuto che m'invade le viscere ogni volta che penso che potrei PERSINO domandargli di abbracciarmi. Io - penso - morirei se mi abbracciasse, adesso: scoppierei a piangere, perchè sono sempre sul punto di, perchè ho una specie di orrore cristallizzato al centro dello stomaco e ho paura che, se si sciogliesse, potrebbe addirittura inondarmi.
Io non lo so spiegare, tutto questo. Quelle lì sono solo parole, in fondo, ed io adesso penso di non possederne in quantità sufficiente a renderle sensate.
Potrebbe bastarmi un po' di stabilità, forse. Ma potrei anche finire col detestarla.
C'è qualcosa di sbagliato, di fottutamente meccanico e connaturato e spontaneo. E spaventosamente sbagliato.
Se il meglio è già venuto e non ho saputo tenerlo dentro di me.
 
Tutto sommariamente presunto da Ofelia ,
con 1 superflua/e manifestazione/i d'interesse, sovente opinabile/i