2.3.07,8:06 nachm.
Secondo Yeats, cominciamo a vivere soltanto quando la vita diventa tragedia...
ON AIR: Everybody hurts, R.E.M.
Il punto è che se mi girano i coglioni mi girano i coglioni e non c'è niente da fare.
"DIO, POSSIBILE CHE SIA TUTTO QUI? RIMBALZARE LUNGO UN CORRIDOIO RIECHEGGIANTE DI SINGHIOZZI E RISATE? DI AUTOVENERAZIONE E DI AUTORIPUGNANZA? DI GLORIA E DI DISGUSTO?..."
Sylvia Plath
Sono così nervosa, infastidita, irritabile, disgustata, cinica, noiosa, inconcludente, marcia e senza speranze. Oggi. Aggiungo oggi, con un paio di punti in mezzo, perchè fondamentalmente si tratta di una serie di aggettivi perfettamente abbinabili alla mia persona, sempre, ma forse oggi è peggio che mai, forse oggi potrei staccare la testa a morsi a chiunque ostacolasse la libera manifestazione del mio umore neropaco [con l'aggiunta di una gradevolissima sindrome premestruale considerevolmente aggravata da un ritardo SPROPOSITATO, il tutto condito dalla dolorosa consapevolezza che non riuscirò mai ad avere il benchè minimo controllo sul mio organismo bistrattato]. Si aggiunga che stanotte mi è venuto in visita un incubo nient'affatto rassicurante, in cui la povera Ofelia di cui mi presento nelle vesti di alter-ego barra portavoce si rendeva conto della situazione sentimentale nella quale si trova a stagnare da ormai due anni e più e decide di darci un taglio ma - guarda il caso - non ci riesce perchè il suo discorso fila - fila eccome, perdio - ma non risulta convincente alle sue stesse orecchie, pur vantando una coerenza logica che pochi altri... Fatto sta che mi sono svegliata con la tachicardia galoppante, grondante di sudore, con tutto il viso bagnato: il pathos delle mie fasi notturne è, a volte, così intenso da risultare quasi imbarazzante. Tanto più che il mio pluripremiato co-protagonista era proprio accanto a me ed ho dovuto, quindi, riacquistare l'autocontrollo nel lasso di tempo più breve e dignitoso possibile, salvo poi rendermi conto che tanto avrebbe continuato a ronfare senza minimamente prendere in considerazione la sottoscritta in stato di agitazione, sull'orlo del collasso emozionale. In definitiva, comunque, l'umanità è decisamente insopportabile.
Neanche l'acquisto di un paio di scarpe indegnamente kitsch riesce a risollevarmi il morale. Dico solo vernice rossa e alluce scoperto. E aggiungo che, quando le ho viste, su quello scaffale al centro del negozio, ho avuto un orgasmo multiplo, e spontaneo. Che dio benedica le scarpe da donna, in saecula saeculorum.
Certo che, in passato, mi sono accompagnata con soggetti che, al momento, la sola esistenza potrebbe indurmi al vomito. E, a questo proposito [come in ogni circostanza possibile, del resto], mi viene in mente il saggio e sessualmente irresistibile Manuel Agnelli, che citerò qui di seguito:
"... eppure ero un tuo organo vitale
o mi ricordo male?
o mi ricordo male?..."
L'inutilità della puntualità, Afterhours
Cos'altro? Voglia di manicure bordeaux e pagine strazianti.
And everybody hurts sometimes.
 
Tutto sommariamente presunto da Ofelia ,
con 3 superflua/e manifestazione/i d'interesse, sovente opinabile/i